Mazzette in cambio di concessioni edilizie. Un comitato d’affari fatto da consiglieri comunali, funzionari del Comune, professionisti e imprenditori. È il giro di corruzione scoperto dalla Procura di Palermo che ha portato sette persone agli arresti domiciliari: si tratta di due consiglieri comunali, di Italia Viva e Partito Democratico, due dirigenti del Comune, due imprenditori e un architetto.

Secondo quanto emerge dalle intercettazioni del blitz di Guardia di finanza e Carabinieri, gli incarichi venivano affidati ad amici e le pratiche venivano velocizzate appositamente. A confermare il meccanismo è un funzionario e poi dirigente dell’area tecnica del Comune, anche lui oggi arrestato. Non sapendo di essere intercettato spiega il meccanismo. “I miei… il mio guadagno c’è… lì c’è la fine del mio guadagno… altri 100-150mila euro, questi mancano, più 15mila euro di quel bastardo che appena lo vedo gli do un calcio nella palle”. Di fatto rivendica un ‘credito’ verso un altro indagato, un architetto. “È inutile che fai il fesso con me… minchia oh, mah veramente… perché alla fine non è che gli ho fatto il favore io, cioè io gli ho portato l’affare… gli ho portato l’affare… a San Lorenzo, dico, è tutto fermo, ma se va in porto sempre io gli ho portato l’affare, non è che mi può trattare… progetto, progettino, direzione dei lavori, eh… e non solo…”.

menti necessari nei confronti dei dirigenti comunali coinvolti nell’inchiesta. Il rimpasto in giunta andrà avanti compresa la nomina di Emilio Arcuri (che viene citato nelle carte ma non risulta indagato, ndr )ad assessore che avrà la delega all’Edilizia privata. Questa indagine – ha detto in conferenza stampa il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – non getta ombra sulla mia amministrazione anzi fa luce sulla mia amministrazione e sono contento che le indagini vadano avanti. Mario Li Castri è uno dei dirigenti del Comune. Non ho mai avuto rapporti con nessun dirigente comunale“.

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