Non tutti i virus vengono per nuocere. Sono stati più di 16 milioni i cinesi che hanno seguito le sfilate milanesi trasmesse in streaming su Tencent. A comunicarlo è la Camera Nazionale della Moda Italiana che ha diffuso i dati relativi alla campagna “China, we are with you”, lanciata lo scorso 18 febbraio. Invece il rischio Coronavirus non contagia la Paris fashion week. Mai oui, je m’en fous (cosa me ne frega) sarebbe l’annuncio ufficiale. Il calendario delle collezioni dal 24 febbraio fino al 3 marzo non ha subito (per ora) cambiamenti radicali, malgrado in Francia si siano registrati i primi casi di corona virus. All’appello mancano, per ovvie ragioni, cinque designer cinesi costretti ad annullare gli eventi in programma. Non mancheranno invece i nostri luxury brand capitanati da Valentino, Miu Miu e Giambattista Valli. New entry sulle passerelle parigine Ermenegildo Zegna e una capsule speciale dedicata ai 50 anni di Sportmax. Insieme al lancio del libro che raccoglie le più belle campagne pubblicitarie firmate da Peter Lindbergh e da Graig McDean.

Intanto anche Il Salone del Mobile slitta al mese di giugno, dal 16 al 21. La fiera più importante al mondo di design si sarebbe dovuta svolgere dal 21 al 26 aprile. Il Salone raduna oltre 2.200 espositori da tutto il mondo e circa 600 giovani designer. “Dobbiamo oggettivamente lavorare perché questo virus non si diffonda, ma non si deve nemmeno diffondere il virus della sfiducia. Milano deve andare avanti”, commenta il sindaco Beppe Sala. Peccato solo che le date coincidano con Pitti e con le sfilate di moda maschile.

Un omaggio all’enfant prodige della moda. “Festa – Enrico Coveri Art Collection”, fino al 15 marzo alla Gamc di Viareggio, riunisce una selezione delle opere cardine della collezione di Palazzo Coveri a Firenze. Un percorso pieno di sorprese attraverso la collaborazione con Andy Warhol (che disegnò il logo del brand), la complicità creativa con Keith Haring, Basquiat e Renato Guttuso, l’amicizia con la scrittrice e musa dell’esistenzialismo Francoise Sagan. La continuità della maison, attraverso la sorella Silvana, è arrivata alla terza generazione con il nipote e direttore artistico Francesco Martini Coveri. A lui si deve l’idea della mostra, che ha curato con Beba Marsano, storica dell’arte e regina di eclettismo. La mostra è il clou dei festeggiamenti per il Carnevale di Viareggio a 35 anni esatti dalla leggendaria festa nel quattrocentesco palazzo Pisani Moretta sul Canal Grande che Enrico organizzò per il Carnevale di Venezia e che riunì tutto il jet set dell’epoca. Vennero Rudolf Nureyev e Isabella Adjani, Carla Fracci aveva un’acconciatura piumata a ventaglio e Sandra Milo nei panni di Salomè, ossia una tutina color pelle, si scatenava nella danza dei sette veli.

Se, come diceva Andrè Breton la pittura di Frida Kahlo “era una bomba avvolta da un nastro di seta la moda di Enrico Coveri (morto prematuramente a soli 38 anni nel 1990) è un ordigno tempestato di lustrini”, spiega Beba. E la sua dinamite si chiama colore. Il colore per lui non è un pigmento ma uno stato d’animo.

“Le paillettes stanno a Enrico come le catene stanno a Coco Chanel”, scrisse Le Figaro. Lui li chiamava coriandoli di luce, dischetti di colore dove il mondo si riflette. Warhol li frantuma, ne fa una polvere di stelle e cosparge l’iconico ritratto dello stilista. Per celebrare i suoi primi 10 anni di attività Enrico chiama 100 artisti delle avanguardie a reinterpretare la sua moda. Tra questi Emilio Tadini, Aldo Mondino, Mimmo Rotella. Bruno Prota lo ritrae con un violino e un mantello da Arlecchino, come una figura sospesa di Chagall.

Dopo stagioni di nero intelletual/snob, ecco la tavolozza adrenalina di colori. Un abito Coveri come una pastiglia di Prozac. Una promessa mantenuta di felicità.

Pagina Facebook di Januaria Piromallo

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