Mentre dalla Lombardia arriva la notizia di tre contagiati dal nuovo coronavirus da Roma arrivano informazioni rassicuranti dall’Istituto Spallanzani. “Il giovane ricercatore italiano, caso confermato di Covid-19, è ormai risultato persistentemente negativo ai test per la ricerca” di Sars-Cov2 ed è quindi guarito. “In questi giorni decideremo se dobbiamo, come probabile, metterlo in osservazione in un’altra stanza” ha spiegato il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, a margine del bollettino di oggi. A chi gli chiedeva se fosse guarito ha risposto: “Di fatto, è persistentemente negativo al test”.

Nel bollettino dell’ospedale si legge anche che “la coppia di cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, casi confermati di Covid – 19, continua a essere ricoverata nel nostro Istituto. Le condizioni cliniche della coppia sono migliorate, in maniera significativa quelle del maschio“. Mentre Niccolò, il 17enne preso in carico dallo Spallanziani circa una settimana fa, continua a essere “negativo ai test per la ricerca del nuovo coronavirus” e “continua l’osservazione. Mantiene uno stato di serenità e di buon umore ed è in contatto costante con la famiglia”. Domani mattina allo Spallanzani ci sarà una conferenza stampa per aggiornare sulle condizioni dei pazienti contagiati da coronavirus e ricoverati nella struttura.

Sono stati valutati, ad oggi, allo Spallanzani 68 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. “Di questi, 63, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Cinque pazienti sono tutt’ora ricoverati: tre sono i casi confermatidi Covid- 19 (la coppia cinese ed il giovane proveniente dal sito della Cecchignola), due pazienti rimangono ricoverati per altri motivi”. Intanto per le scienziate dello Spallanzani, che hanno isolato il virus, è arrivato un riconoscimento. Premiati Maria Rosaria Capobianchi, biologa e coordinatrice del team dello Spallanzan e i 17 biologi della sua équipe. Il riconoscimento è stato assegnato nel corso degli Stati generali della ricerca, al Ceinge di Napoli, evento organizzato dall’Ordine nazionale dei Biologi. Al centro del dibattito, le criticità di un settore, quello della ricerca scientifica che, come spiegano i ricercatori, “almeno in Italia, non dispone delle risorse finanziare di cui pure avrebbe bisogno”. Secondo l’ultimo rapporto dell’Anvur, l’agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, i fondi per la ricerca in Italia, nel 2018, “sono stati pari all’1,32% del Pil, al di sotto della media dei paesi Ocse e dei Paesi europei, rispettivamente al 2,36% e all’1,95%”. L’ordine dei Biologi ha colto l’occasione per stilare un documento di sintesi, da presentare al ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, contenente le proposte provenienti dal mondo della ricerca emerse durante i lavori.

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