In oltre 1200 sono sbarcati domenica 16 febbraio dalla nave Westerdam nel porto cambogiano di Sihanoukville, in Cambogia. E ora le autorità locali e l’armatore della nave da crociera americana si sono messi sulle tracce di chi era a bordo, dopo che un’anziana donna statunitense, scesa dalla nave, è risultata contagiata allo scalo malaysiano di Kuala Lumpur. In seguito, ai passeggeri e membri dell’equipaggio della nave non è più stato consentito di spostarsi: alcuni si trovano in hotel di Phnom Penh, altri ancora a bordo. Lo stesso viaggio dell’83enne, però, prima è stato intrapreso da centinaia di persone, nei giorni di venerdì e sabato. Secondo le autorità malesi, 143 persone sbarcate dalla MS Westerdam si sono mosse per tornare a casa, molte passando per il Paese e poi proseguendo verso altre nazioni.

Il fatto che si siano disperse nel mondo dopo essere state potenzialmente esposte al virus ha sollevato preoccupazione. Gli esperti ritengono che gli altri passeggeri della nave da crociera dovrebbero rispettare una quarantena in casa e allertare le autorità sanitarie, se sviluppano febbre o sintomi respiratori nei 14 giorni successivi allo sbarco. La compagnia che gestisce la nave, Holland America Line, ha fatto sapere che collabora con le autorità a livello internazionale e che i passeggeri tornati a casa saranno contattati dalle loro autorità sanitarie locali. L’operatore ha anche specificato che la donna statunitense risultata positiva in Malesia non era tra le 20 persone che a bordo avevano mostrato sintomi, risultando tutte negative. Gli altri passeggeri e membri dell’equipaggio erano stati controllati secondo le procedure standard.

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