Assolto “perché il fatto non sussiste” Gianluca Bolengo, il broker di Intermonte Sim a cui il 16 gennaio del 2015 Carlo De Benedetti comunicò di avere saputo dall’allora presidente del consiglio Matteo Renzi che il decreto sulle banche popolari sarebbe passato a breve. Lo ha deciso il gup Emanuela Attura, al termine di un processo svolto con rito abbreviato. Per Bolengo il gip Gaspare Sturzo aveva disposto nel dicembre 2018 l‘imputazione coatta dopo che la Procura aveva sollecitato l’archiviazione ritenendo che non esistessero elementi tali da contestare profili penali al professionista.

Il broker, accusato di ostacolo ad organismo di vigilanza, investì 5 milioni in azioni di sei Popolari per conto dell’Ingegnere. Una operazione che fece guadagnare alla Romed di De Benedetti circa 600mila euro in seguito al varo della riforma approvata il 20 gennaio di cinque anni fa, che imponeva alle Popolari più grandi di diventare spa e abbandonare il voto capitario.

Il gip Sturzo aveva rilevato “logici elementi convergenti” in merito “consapevolezza di Bolengo di trovarsi dinnanzi all’obbligo di dover comunicare” l’operazione finanziaria “come sospetta alla Consob“. Dopo aver indagato Bolengo e sentito sia De Benedetti che Renzi, la procura di Roma aveva chiesto già una prima volta l’archiviazione del procedimento, ma a marzo 2018 il gip aveva disposto un supplemento di indagine.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Torino, processo Ream: la procura chiede un anno e due mesi per Chiara Appendino. La difesa: “Dalla sindaca operato corretto”

next
Articolo Successivo

Stefano Cucchi, le motivazioni delle condanne dei carabinieri: “Azione ingiustificabile e violenta. Uso distorto dei poteri di coercizione”

next