È scoppiata la mania del “Cantante Mascherato”. Tutti si chiedono chi si nasconde dentro le maschere del nuovo programma del venerdì sera di RaiUno, condotto da Milly Carlucci, ma in pochissimi ne sono davvero al corrente. “Chi partecipa al programma, dai concorrenti ai redattori, firma una penale salatissima, da 100mila euro, per non svelare i segreti. Confido nella professionalità di tutti, quella è una forma di garanzia, ma lei sa quanto sia difficile mantenere un segreto in Italia. Sono persino usciti i nomi di Sanremo in anticipo, figuriamoci…”, racconta l’autore e braccio destro di Milly Carlucci, Giancarlo De Andreis. “Il Cantante Mascherato”, riadattamento del format coreano The Masked Singer, punta tutto sul mistero. “Siamo diventati tutti degli agenti segreti con questo programma, noi compresi. Pensi che ci siamo dovuti nascondere persino per fare i casting, con la paura che potessero vederci assieme a quel personaggio o a quell’altro”.

È stato complicato comporre il cast?
“Non lo è stato. Ci sono dei personaggi che, quando ci incontrano, attraversano la strada con la paura che Milly possa chiedergli di partecipare a Ballando con le stelle. Stavolta, invece, non abbiamo trovato troppe resistenze. Se per fare Ballando vediamo più di 100 persone, per Il Cantante ne abbiamo viste soltanto 15 e ne abbiamo prese 8. Non è stato difficile convincerli. Ci hanno detto tutti sì, tranne tre persone, che valgono quelli che poi abbiamo preso. Uno non l’abbiamo preso per ragioni economiche. Un altro ha rifiutato perché non se l’è sentita, ma potrebbe farlo in futuro. Un altro si è disperato ma aveva impegni che non è riuscito a disdire”.

È così complicato gestire i meccanismi di segretezza?
“A livello produttivo questo è il programma più complesso che io abbia mai fatto. Sa, il tempo gioca sempre a sfavore dei programmi. Il Cantante Mascherato avrebbe avuto di un mese di preparazione, che non abbiamo avuto per ragioni economiche, per lavorare ancora meglio sugli stratagemmi. Per il resto, se si parla di segretezza, c’è da dire che Il Cantante Mascherato va in onda dal posto più esposto del mondo: siamo negli studi Dear di Roma, dove ci sono almeno altre tre o quattro produzioni in corso, con le rispettive squadre produttive e i rispettivi figuranti. Ma grazie allo sforzo della Rai e alla cura di tutta la squadra Endemol non è uscita neppure una foto, malgrado tutto. I nostri concorrenti girano con i caschi e un alter-ego al loro fianco”.

Uno spoiler alla Sanremo vi manderebbe in rovina?
“L’importante è non avere la certezza. Di nomi ne sono girati tantissimi. Finché uno non si toglie la maschera va bene che se ne parli”.

Capitolo ascolti. La prima puntata ha convinto 4 milioni di spettatori (con il 20,85% di share). Nel resto del mondo questo programma è un successo, ma ovunque alla seconda puntata c’è stata un’inflessione negativa. La temete anche voi?
“È una scommessa talmente folle per RaiUno, che se il sabato mattina dopo la prima puntata mi avessero detto “avete fatto il 13%” non mi sarei stupito, così come non mi sarei stupito se avessimo fatto il 26%. Ci sarebbe potuto essere un grande rifiuto da parte del pubblico…”.

Invece non c’è stato. Anche sui social è esplosa la mania: tutti vogliono sapere chi c’è sotto le maschere.
“Non mi fido troppo dei social. Quando ho visto che lì stavamo andando forte, lo ammetto, mi sono preoccupato. Piuttosto mi ha stupito quello che è successo lì in studio, durante la puntata: da parte del pubblico è scattato un meccanismo, anche aggressivo, di partecipazione per scoprire chi ci fosse sotto le maschere. Ecco, lì abbiamo capito che era successo qualcosa di importante. Difficilmente il pubblico vive in maniera così attiva una trasmissione televisiva. Del programma se ne parla bene, e questa è una cosa pericolosissima. Anche il critico dei critici, Aldo Grasso, ha scritto una recensione che non ho capito… ma che era positiva. Questo mi preoccupa. Lui è uno che massacra Ballando con le stelle, ma va ogni anno meglio”.

Dicono che le voci sotto le maschere siano troppo riconoscibili. Può essere un problema?
“Questo programma è pieno di meravigliose contraddizioni. Da un lato il pubblico si lamenta sempre: “Ah ma chi sono questi? Che sono vip? Li conosce qualcuno?”. Se avessimo messo, all’interno del cast, delle persone non troppo famose… quando si sarebbero tolti la maschera, gli avrebbero chiesto di rimettersela. È chiaro che è complicato riuscire a nascondere un personaggio famosissimo con una carriera 50ennale. La nostra scelta, però, è stata quella di non rendere troppo difficile tutto. Certo, dalla seconda puntata faremo dei depistaggi, perché lo richiede il programma, ma vogliamo che il pubblico partecipi. Quando fai un gioco credo che sia giusto dare al pubblico gli elementi per indovinare. Avremmo potuto nascondere le voci dei personaggi e camuffarle come per i pentiti di mafia, ma avremmo respinto il pubblico”.

Il fattore gara, in questo programma, viene meno?
“Mi auguro che, piano piano, prenda il proprio spazio anche quello. Finora ha prevalso il fattore “spy”, ma non dimentichiamoci che dentro quelle maschere ci sono dei grandi artisti che hanno cantato da dio delle cose che neanche gli appartengono. La stessa Orietta Berti ha cantato E la luna bussò: non credo che fosse così identificabile”.

C’è chi ha massacrato la giuria, composta da Flavio Insinna, Patty Pravo, Guillermo Mariotto, Francesco Facchinetti e Ilenia Pastorelli.
“Meno male. La cosa peggiore che possa accadere a una giuria è quella di non essere notata. Ci sono giurie di cui non ho mai sentito parlare, e non faccio nomi per carineria. La giuria più odiata, invece, è quella di Ballando con le stelle e secondo me è la migliore di tutti i talent. Questa è una giuria completamente nuova. Non potranno che migliorare”.

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