Dovessimo riprendere le strofe di una vecchia ma molto nota canzone di Antoine e cambiarne le parole, farebbero al caso nostro liriche come queste: “Sei grassa e ti tirano le pietre, sei magra e ti tirano le pietre”. La canzonetta ben si adatterebbe alla situazione di Adele, cantante amatissima che ha venduto milioni di dischi e che ha perso molto peso. Cosa c’entra questa seconda informazione? Qualcuno potrebbe chiederselo. Tracci brevemente la biografia di una popstar che ha vinto un Oscar, 15 Grammies, 9 Brit Awards, che è nata in una situazione non certo economicamente agiata, che ha fatto una dura gavetta e alla fine è diventata una star planetaria e ci aggiungi che “ha perso molto peso”. Chi se ne frega, verrebbe da dire. Invece no. Adele ha perso tra i 30 e i 40 kg, si legge nei giornali stranieri, che pubblicano a raffica articoli centrati sul “come” la cantante abbia fatto: preparatore atletico, via fumo e alcolici, no carboidrati, niente caffè e ovviamente gli zuccheri nemmeno col binocolo. La “nuova” Adele è stata fotografata in vacanza: abito blu con pois bianchi è quasi irriconoscibile. E il mondo dei social si divide: “Che bella, voglio ottenere anch’io quei risultati”. Ma anche: “Oh mio Dio sei troppo magra, cosa ti è successo: non c’era bisogno di dimagrire per adeguarsi ai modelli estetici del nostro tempo”.

Certo, la prima ‘fazione’ è più numerosa. Come a dire che perdere peso è stata la scelta giusta, che ora Adele è bella mentre prima, grassa, non lo era poi tanto. Ma anche nel secondo caso, non sono pochi i pareri di chi pensa che il dimagrimento come forma di adeguamento al senso estetico contemporaneo sia quanto meno fuori luogo. Nessuna delle due posizioni centra un punto fondamentale. Il comportamento alimentare della cantante, prima di questa dieta e di tutto quello che le è servito per raggiungere un peso che possiamo supporre sia “sano”, era scorretto: lei stessa aveva ammesso di consumare molte bevande zuccherate, di essere diventata una “forte bevitrice“, di avere abitudini non corrette riguardo al cibo. Il suo nuovo peso dovrebbe essere lo specchio di una nuova serenità e di un nuovo modo di vivere il rapporto con l’alimentazione. Di questo bisognerebbe complimentarsi con Adele.

Secondo la Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDCA), i disturbi del comportamento alimentare in Italia colpiscono ogni anno 8.500 persone. Le donne che si ammalano di anoressia sono otto-nove su centomila e dodici quelle che si ammalano di bulimia. Tra gli uomini i nuovi casi di anoressia sono 0,02-1,4 ogni 100.000 persone e i casi di bulimia sono circa 0,8. Numeri che non possono essere precisi. Perché? La diffusione di questi disturbi può avere tassi molto alti in fasce specifiche della popolazione. Si parla di 10 adolescenti su 100: un numero altissimo. La fascia compresa tra i 15 e i 19 anni è quella più a rischio. Negli ultimi anni l’età in cui compaiono i primi disturbi si sta però abbassando. Sono sempre più numerosi casi di bambini che soffrono di anoressia o bulimia già intorno agli 8-9 anni ma anche i casi che riguardano gli adulti over 40. Dati, questi, che dovrebbero far riflettere su come la comunicazione, quando si tratta peso, sia importante. “Adele ha perso molto peso e ora è bellissima“. Titolo di un giornale britannico. Tutto bene. Ma va specificato che Adele aveva necessità di aggiustare le sua abitudini alimentari e che la perdita di peso significa in questo caso più salute e più equilibrio. Non solo vanità o futile adeguamento ai modelli estetici del tempo che viviamo. Messaggio e obiettivo: stare bene nel proprio corpo. Si spera che Adele sia arrivata a questo traguardo. Che è uno dei tanti raggiunti da questa bellissima giovane donna.

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