Il futuro di questo governo non dipende dalla riunione di oggi sulla giustizia, ma dalla capacità di trovare una coesione, una visione per il futuro, un’agenda 2020, un’anima, come ha detto Zingaretti. Il tema fondamentale per noi è garantire tempi certi al processo”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, da Walter Verini, responsabile del Pd per la giustizia, in vista del vertice della maggioranza.

Ci aspettiamo che il premier e il ministro Bonafede presentino nero su bianco delle proposte, continua il deputato dem – che, nell’ambito della riforma del processo penale, garantiscano quei tempi certi che sono un fatto di civiltà giuridica e democratica. In questo quadro c’è la riunione di oggi sulla giustizia e sulla prescrizione. Vogliamo che un colpevole venga condannato in tempi certi, vogliamo che a un innocente venga riconosciuta la sua innocenza in tempi certi, vogliamo che le vittime di reati possano avere giustizia in tempi certi. Confidiamo nella capacità di sintesi del presidente Conte”.

Verini poi si sofferma sul nodo dello stop alla prescrizione: “Questa è la fase due, cioè la fase della legge Bonafede-Bongiorno sulla prescrizione, in vigore dal 1 gennaio 2020. Garantire i tempi certi del processo non è una cosa che si potrà fare in poche settimane, perché ci vorrà del tempo. In attesa di quel momento, che dovrebbe risolvere gran parte dei problemi, è necessario che venga rivista la legge sulla prescrizione, che, in pratica, è un ergastolo processuale. Ci aspettiamo, quindi, che Bonafede tenga conto delle posizioni di tre dei quattro partiti di maggioranza, e cioè Pd, LeU e Italia Viva, nonché delle posizioni manifestate da tutto il mondo dell’avvocatura e di una parte importante della magistratura – continua – Basta con l’uso politico della giustizia, siamo contro il giustizialismo estremista e contro il falso garantismo. Noi non siamo per cancellare il tema dei tempi della prescrizione. Fino al 31 dicembre 2019, cioè fino a nove giorni fa era in vigore la legge Orlando sulla prescrizione che abbiamo fatto noi. Forza Italia votò contro, pensando che fosse una cosa giustizialista, perché raddoppiammo i tempi della prescrizione ad esempio per i reati di corruzione. Nessuno può dire che siamo insensibili a questi temi, anzi venimmo accusati di giustizialismo”.

E puntualizza: “Oggi abbiamo presentato una proposta di riforma della legge Bonafede, che va anche oltre la legge Orlando e che aumenta ulteriormente, tra un grado e l’altro di giudizio, il tempo in cui la prescrizione potrebbe scattare. Quindi, noi siamo per combattere la corruzione. Ricordo che siamo stati quelli che nella scorsa legislatura hanno ripristinato il reato di falso in bilancio, abbiamo introdotto il reato di auto-riciclaggio, abbiamo lanciato e rafforzato l’Anac , mettendoci alla guida una personalità come Raffaele Cantone, abbiamo riformato il codice antimafia – conclude – Siamo disposti a lavorare insieme su questo terreno, ma, al tempo stesso, è necessario che Bonafede esca dalle sue rigidità. Quella legge sulla prescrizione, da lui approvata con Salvini e la Bongiorno, che ora la rinnegano, è una legge su cui noi presentammo delle pregiudiziali di costituzionalità. Bonafede deve tenerne conto. Noi non gli chiediamo abiure, però non sono neanche accettabili i suoi diktat. Siamo una coalizione, questo non è un governo monocolore 5 Stelle”.

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