Le compagnie aeree commerciali hanno spostato i propri voli che attraversavano il Medioriente per evitare rischi, dopo l’attacco missilistico in Iraq da parte dell’Iran contro due basi che ospitano le truppe americane e quelle della coalizione. Alitalia non opera voli per l’Iran, mentre per quanto riguarda i collegamenti con Nuova Delhi (India) e con le Maldive, gli aerei della compagnia, così come quelli delle altre aviolinee, utilizzano rotte alternative a quelle che sorvolano l’Iraq e l’Iran.

La prima a vietare a tutti i voli commerciali di entrare nello spazio aereo iraniano ed iracheno è stata la US Federal Aviation Administration, sottolineando un “rischio” di “possibili errori di calcolo e di identificazione”. La Air France ha sospeso “tutti i voli sugli spazi aerei iraniano e iracheno”. Subito dopo è stata seguita da Lufthansa: la compagnia aerea tedesca ha annunciato la sospensione di tutti i suoi voli per Iran e Iraq, a partire da uno programmato per oggi da Francoforte a Teheran. La compagnia aerea egiziana EgyptAir ha annunciato la sospensione per tre giorni dei collegamenti aerei tra Il Cairo e Baghdad.

Anche i vettori degli Emirati Arabi Uniti Emirates Airline e Flydubai hanno annunciato di aver cancellato i voli per Baghdad per “motivi operativi”. La compagnia aerea australiana Qantas ha annunciato di aver modificato le proprie rotte da Londra a Perth, in Australia, per evitare lo spazio aereo sopra l’Iran e l’Iraq fino a nuovo avviso. Anche Malaysia Airlines ha fatto sapere che “a causa di eventi recenti”, i suoi aerei avrebbero evitato lo spazio aereo iraniano. Allo stresso modo anche Singapore Airlines ha affermato che i suoi voli per l’Europa verranno dirottati per evitare l’Iran. Mentre l’Agenzia federale russa per il trasporto aereo ha solo consigliato alle compagnie aeree di non utilizzare lo spazio aereo sull’Iran e sull’Iraq, nonché sul golfo persiano e dell’Oman.

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