Benyamin Netanyahu è stato costretto a interrompere un comizio del Likud ad Ashkelon (a sud di Tel Aviv) quando in città sono risuonate le sirene di allarme. Il premier è stato scortato dalle guardie del corpo verso un’area protetta. Secondo i media locali, il razzo sparato da Gaza è stato intercettato dai sistema di difesa Iron Dome.

Dopo pochi minuti Netanyahu è tornato sul palco degli oratori. “Che fare? – ha chiesto. – Loro (i gruppi armati palestinesi, ndr) non vogliono che vinciamo. Alla loro faccia, noi invece vinceremo”. Le sue parole, ha riferito la radio militare, sono state accolte dagli applausi del pubblico che ha scandito: “Forza Bibi”. Anche nel settembre scorso Netanyahu era stato obbligato a interrompere un comizio, allora nella vicina città di Ashdod, in seguito a un altro attacco di razzi palestinesi sparati da Gaza. In quella occasione l’attacco fu attribuito al capo militare della Jihad Islamica, Baha Abu al-Atta. Questi è stato ucciso a novembre in un attacco aereo israeliano.

Oggi oltre centomila membri del Likud si recano alle urne per decidere, in vista delle elezioni politiche di marzo, se restare ancora sotto la guida proprio di Netanyahu oppure affidare le redini del partito al suo sfidante, l’ex ministro degli interni Gideon Saar. Le urne si sono aperte alle 9 locali (le 8 in Italia) e si chiuderanno alle 23. L’esito del voto sarà reso noto nella mattinata di domani.

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