Flotilla di terra, salta l’udienza degli attivisti detenuti da 18 giorni in Libia: “Al legale è stato dato un indirizzo sbagliato”
Nessuna notizia sarebbe potuta essere più deludente del silenzio che proviene da Bengasi. Famiglie, amici e attivisti di tutto il mondo hanno atteso invano il risultato dell’udienza annunciata per oggi ma che non è avvenuta. I dieci attivisti non sono stati convocati davanti al giudice e non si sa quanto ancora bisognerà aspettare. “Facciamo fatica ora a chiamarla detenzione – fanno sapere dalla Sumud Flotilla – in quanto non vi è assistenza legale e consolare garantita”. Ieri un legale avrebbe infatti dovuto far visita al centro dove sono trattenuti a Bengasi per parlare con loro, “ma gli è stato dato un indirizzo sbagliato” ha dichiarato Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla. L’incontro con l’avvocato potrebbe avvenire oggi.
Le uniche informazioni che sono trapelate stamane dalla Libia orientale riguardano il fatto che le istituzioni di Bengasi starebbero ancora indagando sugli umanitari catturati mentre cercavano di negoziare un passaggio sicuro verso Gaza. “Non aveva la minima intenzione di violare alcuna legge, né confine” è la dichiarazione che la sorella di Domenico, Maria Rosaria Centrone, affida al Fatto. “È partito perché aveva qualcosa dentro, qualcosa che non gli permetteva di continuare la sua vita normale. Le immagini del genocidio a Gaza lo avevano colpito nel profondo”, racconta. “Niente ha più un senso di fronte a questo orrore” le aveva detto il fratello prima di partire. “Prego davvero il nostro governo di fare il possibile per riportare Nico a casa, merita il sostegno di tutto il nostro Paese, lui come gli altri nove volontari di diverse nazionalità” conclude Centrone.
Familiari e comitato della Flotilla non sanno a quale livello si stia negoziando. “L’Italia mantiene rapporti politici ed economici sia con la Libia dell’est che dell’ovest – dichiara al Fatto Tony La Piccirella della Global Sumud Flotilla – e se le relazioni internazionali devono basarsi sul profitto, piuttosto che sul diritto internazionale e la tutela della vita, queste cose continueranno a succedere e ne pagano le conseguenze i nostri compagni e la società tutta”. Oggi La Piccirella parlerà alla Camera dei Deputati, nella sala stampa, insieme agli altri della Global Sumud Flotilla, dove interverranno deputati e senatori di M5s, Avs e Pd.
Intanto cresce il numero di aderenti allo sciopero della fame diffuso tra gli attivisti che chiedono l’immediata liberazione dei dieci, nel pomeriggio si è unito anche Saif Abukeshek, l’ispano palestinese reduce del primo arresto in acque internazionali insieme al brasiliano Avila, il suo digiuno, ha comunicato con un video sui social, ha come scopo quello di coinvolgere quanta più gente possibile in azioni globali di pressione politica. Infatti la Sumud Flotilla ha per domani invitato quante più persone possibile a riunirsi di fronte alle ambasciate libiche del pianeta. “È inaccettabile che le persone siano detenute illegalmente o rapite per fornire aiuto umanitario a una popolazione deliberatamente affamata e assediata” ha concluso. Il blocco degli aiuti umanitari a Gaza è tutt’ora attivo, Israele ha messo al bando 37 organizzazioni umanitarie, e chi è rimasto lavora in circostanze catastrofiche, come Medici Senza Frontiere, costretta ad operare senza antibiotici. Per questo il convoglio via terra puntava a “rompere l’assedio” consegnando ambulanze, medicine e personale medico a Gaza.