Il decreto Cantiere Taranto è quasi pronto, almeno nel pacchetto di misure che il governo intende proporre per rilanciare la città dell’Ilva e supportare gli operai ‘espulsi’ dall’acciaieria gestita da ArcelorMittal. Un mix di interventi – per la tutela del lavoro, in favore dell’università e della ricerca, la tutela di salute e ambiente e per il completamento delle infrastrutture – in cui finisce un po’ di tutto: dal rifinanziamento della cassa integrazione alla demolizione delle case abusive nel centro storico della città jonica. Quello che manca in buona parte, a pochi giorni dal momento in cui il testo dovrebbe entrare in Consiglio dei ministri, sono le coperture. Insomma, i soldi. Nel testo visionato da Ilfattoquotidiano.it, aggiornato alle 14 del 17 dicembre, undici dei 21 articoli di cui è composta la bozza del decreto legge al momento hanno una spesa definita ma i fondi sono ancora da “individuare” o “verificare”. All’appello mancano più di 200 milioni di euro, oltre a quanto sarà necessario per gli ammortizzatori sociali dedicati ai nuovi esuberi che potrebbero maturare in caso di accordo con la multinazionale sul nuovo piano industriale 2020-24.

Il governo è alla caccia dei fondi che serviranno per finanziare le misure più importanti del decreto, a cominciare dai 50 milioni di euro per gli ex operai presi in carico da Ilva in amministrazione straordinaria. Ne serviranno altri 22,7 (11,2 nel 2020 e 11,5 nel 2021) per rifinanziare l’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale dei circa 500 lavoratori ex Tct che dovrebbero finire sotto l’ombrello del nuovo operatore portuale Yilport, ancora non pienamente operativo. Mancano anche gli oltre 65 milioni di euro per le Misure in favore dei lavoratori dell’Ilva percettori di Naspi nelle quali sono ricompresi i 50 milioni di euro di sgravi fiscali (100%) per chi ne assume uno con contratto a tempo indeterminato.

Sono al momento senza coperture anche le 315 assunzioni previste nell’Arsenale militare nel prossimo triennio (105 all’anno) per le quali è previsto un impegno di 24 milioni fino al 2023 e quasi 10,5 milioni all’anno a regime. Gli ingressi autorizzati al ministero della Difesa per le “esigenze di funzionalità e di compatibilità ambientale” dell’Arsenale sono tutti contratti a tempo indeterminato con permanenza a Taranto per “almeno 5 anni”. All’articolo 7, quello che istituisce in “via sperimentale” per un triennio un Polo universitario per la sostenibilità ambientale e per la sicurezza e la prevenzione delle malattie sul lavoro, si rintraccia il primo articolo per il quale sono già state predisposte le coperture. È da verificare invece l’incremento della dotazione – 12 milioni nel 2020 e 2021 e di 15 milioni annui a decorrere dal 2022 – a disposizione del Tecnopolo, di cui dovrebbe farsi carico il ministero dell’Istruzione.

Anche gli screening sanitari gratuiti per diagnosi precoci dedicati ai residenti a Taranto sono per ora privi di garanzie economiche. Il decreto mette tutto nelle mani della Regione Puglia e la autorizza a “procedere per l’anno 2020 ad un aumento del monte ore della specialistica ambulatoriale convenzionata interna” e ad aprire entro giugno 2020 “procedure concorsuali straordinarie per l’assunzione a tempo indeterminato” di oltre 100 medici e infermieri e una cinquantina di tecnici sanitari. La spesa complessiva, tra esenzioni del ticket e stipendi, si aggira per il biennio 2021-22 attorno ai 27 milioni di euro.

La bozza del decreto stabilisce anche una nuova perimetrazione del Sito di interesse nazionale e la nomina di un nuovo commissario per le bonifiche che potrà attingere i soldi per i lavori dalle somme derivanti dal sequestro penale alla famiglia Riva. Già coperto anche l’investimento da 350mila euro nei prossimi due anni (100mila ogni 12 mesi a regime) per l’istituzione della Riserva naturale statale “Isole Cheradi” nella zona del golfo di Taranto, destinata alla tutela di delfini e balene che vivono in quella porzione di mar Ionio e negli anni, si spiega nella bozza del decreto, attraverso il whale-watching sono diventati la “prima attrazione turistica della provincia” con 11mila visitatori nel 2018, il 35 per cento dei quali turisti stranieri. “Possibile” viene invece definita la copertura per la Zona speciale economica attraverso i fondi del Green New Deal. Coperture assicurate anche per le assunzioni di 112 unità di personale tecnico-amministrativo da parte dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appenino Meridionale, che supporta il commissario straordinario per le bonifiche, nonché per percorsi di mobilità verde (28 milioni) da costruire riqualificando le ferrovie dismesse.

Il testo prevede anche la riqualificazione della “identità culturale” di Taranto e del territorio attraverso la selezione (e il finanziamento) di alcuni progetti da parte del ministero della Cultura per un totale di 15,1 milioni in un triennio (appena 100mila nel 2020) nonché la rivalsa dell’Iva per i creditori dell’amministrazione straordinaria, mentre è ancora “in elaborazione” l’articolo 17 per il rifinanziamento della Zona franca urbana di Taranto. A sostegno del territorio anche gli ultimi 4 articoli con progetti per i comuni di Statte, Montemesola, Massafra e Crispiano, nonché un fondo da 150mila euro per la promozione e il sostegno delle bande e orchestre musicali di Taranto con soldi che arriveranno dalla norma previsa in legge di Bilancio. Il governo ha infine intenzione di lasciare per un triennio al Comune di Taranto l’Imu dei capannoni industriali destinando l’introito alla “riqualificazione urbana”, che verrà sostenuta anche destinando 5 milioni di euro dei Fondi per interventi strutturali di politica economica all’abbattimento delle abitazioni abusive nella Città Vecchia.

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