Mattia Santori sul futuro delle Sardine non intende sbilanciarsi, è ancora presto. “Perché la chiusura a diventare un partito? La fretta è cattiva consigliera, non sarebbe rispettoso verso chi ci ha seguito proprio perché non ci siamo voluti sostituire alla politica”, ha spiegato da Piazza San Giovanni Santori, tra i fondatori delle Sardine, prima della manifestazione con cui il movimento nato a Bologna ha riempito la piazza simbolo della Capitale. “Domani parleremo di iniziative”, ha poi aggiunto rispetto al confronto che ci sarà, sempre a Roma, con tutti i coordinatori dei territori. E sulla disponibilità ad un eventuale incontro con il premier Giuseppe Conte, che aveva spiegato di apprezzare le Sardine e di essere disposto a confrontarsi se queste ne avessero fatto richiesta, Santori ha precisato: “Sarà la fase 3. Chiuso il capitolo Emilia Romagna e Calabria, tornati sui territori, saremo pronti a sederci a un tavolo. A febbraio si potranno individuare una serie di temi”. Per il momento nessuna disponibilità, invece, a concedere il nome ‘Sardine’ per liste civiche: “Assolutamente no, non si deve usare questo nome per presentarsi in politica”.

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