Ancora piogge nel nord Italia, dove in Piemonte una nuova perturbazione ha fatto scattare l’allerta gialla. Sorvegliati speciali l’Alessandrino e le zone appenniniche al confine con la Liguria, già danneggiate dal ciclone dei giorni scorsi e dalle piogge del 21 e 22 ottobre. E a Venezia l’acqua ha già raggiunto il picco di alta marea a quota 121 centimetri alle ore 10.30, come da previsioni. È rinforzata anche da forti temporali nell’area dell’alto Adriatico e ha allagato il 28% del centro storico. In tarda serata, alle 23.45 è previsto un nuovo picco di 105 centimetri, che domani alle 10.45 sarà di 120. Intanto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha ricordato di avere “compresso di tempi” e assegnato “700 milioni di euro per circa 500 interventi su tutto il territorio”.

LIGURIA – A Genova è allerta arancione, dopo un nubifragio che si è abbattuto sulla città, provocando allagamenti e interruzioni della circolazione stradale. I vigili del fuoco e la polizia locale sono intervenuti in particolare nel ponente del capoluogo ligure. Via Ferri e Via Borzoli sono state chiuse al transito per allagamenti. La perturbazione ha già colpito il ponente della Liguria dove si registrano allagamenti in particolare in Val Nervia. La strada provinciale è stata invasa da una ondata di acqua e fango che ha sfiorato le auto in transito senza per fortuna provocare feriti.

LA PIENA DEL PO – È attesa per il tardo pomeriggio, nel Mantovano, l’ondata di piena del Po: dovrebbe raggiungere gli 8 metri e 70 centimetri. Intanto cala lentamente a Cremona dove ha toccato il suo colmo di piena ieri, a mezzogiorno, a 4 metri e 40 centimetri sopra lo zero idrometrico. Scende al ritmo di soli 3 centimetri all’ora all’idrometro cittadino e ha iniziato il suo progressivo decremento anche a Casalmaggiore (Cremona) dove al momento della massima portata, transitata fra l’alba e le sei e mezza di questa mattina, ha sfiorato il tetto dei 7 metri sopra lo zero, fermandosi a 6 metri e 98 centimetri. Il risultato, a Cremona come nel Cremonese e nel Casalasco, con le golene ancora tutte invase e società canottieri, abitazioni, ristoranti e aziende agricole sott’acqua, è che è ancora presto per iniziare la conta dei danni. Che ci sono stati ma comunque inferiori alle preoccupazioni della vigilia. Resta l’allerta, perché il calo è meno rapido di quanto ci si augurasse e perché piove di nuovo sul territorio e a monte. L’altro allarme che sale è quello per gli animali selvatici in fuga dalle golene invase: scappano cinghiali, caprioli e volpi. E scappando attraversano strade a massima percorrenza, con il rischio di incidenti elevato e con l’appello alla prudenza rilanciato da enti e privati.

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