Beppe Grillo “ha ricevuto un invito dall’ambasciatore” cinese a Roma e la scorsa settimana “si è recato all’ambasciata in visita privata. Ovviamente non rappresentava il governo“. A dirlo, al Question time alla Camera, il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, in risposta all’interrogazione del gruppo di Fratelli d’Italia sui rapporti tra l’esecutivo – e in particolar modo la parte composta dal Movimento – e la Cina. “Non è compito nostro indagare sugli inviti che un’ambasciata estera rivolge a un privato cittadino” ha precisato Di Maio, che poi ha sottolineato come “i contatti con esponenti della società civile del Paese di accreditamento rientrano nelle normali attività di tutte le rappresentanze diplomatiche, incluse le nostre, come previsto dalla Convenzione di Vienna”.

In diretta Facebook, dal Campidoglio, c’è stato l’attacco anche del leader della Lega, Matteo Salvini: “Vi sembra normale che un capo partito come Grillo, in un momento in cui ci sono tanti dossier economici aperti, vada ad incontrare, non si sa quante volte, l’ambasciatore cinese? Di cosa va a parlare: di business, di telecomunicazioni, di Internet, di 5G, di Rousseau, di via della seta? E poi parlano di conflitti di interessi degli altri” ha concluso Salvini.

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