Del movimento delle Sardine si è parlato molto, anche grazie all’ “endorsement” di molti giornali a suo favore, perché visto come l’espressione di una sana e giovane rivolta civile contro i nazionalismi rinascenti, e in particolare contro la Lega di Salvini. E non c’è dubbio, anche a me ha fatto estrema allegria vedere queste piazze piene, di giovani e meno giovani: persone stanche di subire, stanche di vedere razzismo e indifferenza crescere, stanche di vedere le Istituzioni e la Politica infangate da leader non degni del ruolo che ricoprono. E dunque, che la sfida politica in Emilia Romagna venga persa o vinta, di sicuro le Sardine hanno già vinto: perché quando la popolazione scende in piazza senza violenza ma con molta indignazione e voglia di fare, e determinazione, il potere si sente più controllato, meno libero di esercitare la sua arroganza e dunque costretto ad agire meglio o limitare le sue istanze antidemocratiche.

Di movimenti di risveglio della società civile, per la verità, ce ne sono stati molti in Italia, dai girotondi alle piazze per la pace. È vero però che in questo particolare momento storico la posta in gioco è molto più alta, perché i rischi sono elevatissimi: dalla disgregazione della società civile, lacerata da povertà, violenza, razzismo e xenofobia, alla disintegrazione del luogo stesso in cui abitiamo, come alluvioni e frane di questi giorni ci hanno mostrato. La colpa delle tragedie che si consumano sotto i nostri occhi e che sempre più si consumeranno sta senz’altro nella corruzione, nel malaffare, nell’indolenza e incapacità degli amministratori pubblici di proteggere il nostro territorio e anche noi cittadini. Ma ovviamente c’è un elemento drammatico in più, ovvero quello del riscaldamento globale, che rende la situazione se possibile ancora più tragica.

Buona amministrazione, rispetto dei diritti e cura e rispetto dell’ambiente però, non sono cose diverse, ma anzi una cosa sola. Nessuna Politica con la P maiuscola, così come la intendono giustamente le Sardine, può prescindere da un’attenzione totale all’ambiente e da una lotta senza quartiere ai cambiamenti climatici che minacciano tutti noi. Ed è per questo che vorrei unirmi all’appello dei Fridays for Future, che hanno invitato appunto il movimento a partecipare al quarto sciopero globale contro il cambiamento globale del prossimo venerdì 29, uno sciopero che avrà anche il valore simbolico di battersi contro il Black Friday e tutto ciò che rappresenta. “Siamo convinti che gli obiettivi per cui entrambi lottiamo siano complementari e spesso coincidano”, si legge nella lettera aperta dei Fridays. “In pieno spirito da sardine, non abbiamo bisogno di spazio, vogliamo stare stretti l’uno con l’altro, riscaldarci in questo disastroso autunno col calore delle nostre idee e del nostro entusiasmo”.

L’invito a partecipare allo sciopero globale del 2 novembre è anche un invito alle Sardine ad approfondire meglio il loro messaggio politico. Alcuni critici, sia pure di sinistra, sia pure contenti del risveglio civile, hanno scritto che il messaggio delle Sardine andrebbe articolato, perché ancora un po’ naif (ad esempio, la critica ai populismi dimentica che la parola “populismo” ha anche un’accezione positiva). Alcune frasi del manifesto sono ancora vaghe per divenire un manifesto in senso stretto – “Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza, la creatività, l’ascolto”. Lo stesso in parte vale per i sette valori che formano con le loro iniziali la parola sardina: Solidarietà, Accoglienza, Rispetto, Diritti umani, Intelligenza, Non violenza, Antifascismo. Non si tratta ancora di un programma vero e proprio, e forse al momento va bene così, perché le Sardine nascono con l’idea iniziale di rivendicare dei valori ideali e portali per le strade. Ma appunto non si può fare a meno di notare – eppure la lettera c’era, A! – l’assenza del tema forse più importante, l’Ambiente, come se questi ragazzi, tutti comunque molto giovani, anche se non giovanissimi, non fossero consapevoli che il più grande dramma del nostro tempo, e dunque anche la più grande lotta, è quella del cambiamento climatico.

Insomma, anche se al momento siamo solo agli inizi, è auspicabile che le Sardine approfondiscano meglio il loro messaggio, anche e soprattutto inserendo i temi ambientali come aspetti fondamentali del loro manifesto. Perché vale la pena di ricordare difendere l’ambiente e la sua distruzione significa difendere i più deboli, i poveri, i fragili, quelli maggiormente colpiti dagli eventi estremi. Significa proteggere l’economia, il turismo, il territorio, significa proteggere la salute di tutti noi, messa a rischio dal cambiamento climatico, significa soprattutto lavorare perché centinaia di milioni di essere umani sulla terra non siano costretti a migrare perché i loro territori diventano infertili o allagati. Insomma lottare per l’ambiente è esattamente Politica, con la P maiuscola. Ci auguriamo che le Sardine se ne ricordino. E che vengano con noi in piazza venerdì prossimo, come noi saremo, ovviamente, nella loro piazza del 14. Uniti sotto la stessa bandiera.

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“Finché continuerete a fare non ciò che è necessario, ma quello che è politicamente possibile, non ci sarà speranza” (Greta Thunberg)

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