Cari populisti, lo avete capito. La festa è finita“. Con queste parole inizia il manifesto anti-Lega delle “Sardine”, il movimento lanciato da Giulia, Andrea, Roberto e Mattia, i quattro ragazzi di Bologna che lo scorso 14 novembre hanno organizzato il flash mob in Piazza Maggiore mobilitando tutta l’Italia contro il populismo. Il manifesto, intitolato “Benvenuti in mare aperto“, continua: “Per troppo tempo avete tirato la corda dei nostri sentimenti. L’avete tesa troppo e si è spezzata. Per anni avete rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini: avete unito verità e menzogne, rappresentando il loro mondo nel modo che più vi faceva comodo. Avete approfittato della nostra buona fede, delle nostre paure e difficoltà per rapire la nostra attenzione”.

E ancora: “Avete scelto di affogare i vostri contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota. Di quei contenuti non è rimasto più nulla. Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare. Per troppo tempo avete ridicolizzato argomenti serissimi per proteggervi buttando tutto in caciara. Per troppo tempo avete spinto i vostri più fedeli seguaci a insultare e distruggere la vita delle persone sulla rete. Per troppo tempo vi abbiamo lasciato campo libero, perché eravamo stupiti, storditi, inorriditi da quanto in basso poteste arrivare. Adesso ci avete risvegliato. E siete gli unici a dover avere paura. Siamo scesi in una piazza, ci siamo guardati negli occhi, ci siamo contati. È stata energia pura. Lo sapete cosa abbiamo capito? Che basta guardarsi attorno per scoprire che siamo tanti, e molto più forti di voi”.

“Crediamo ancora nella politica e nei politici con la P maiuscola – incalzano Giulia, Andrea, Roberto e Mattia -. In quelli che pur sbagliando ci provano, che pensano al proprio interesse personale solo dopo aver pensato a quello di tutti gli altri. Sono rimasti in pochi, ma ci sono. E torneremo a dargli coraggio, dicendogli grazie. Non c’è niente da cui ci dovete liberare, siamo noi che dobbiamo liberarci della vostra onnipresenza opprimente, a partire dalla rete. E lo stiamo già facendo. Perché grazie ai nostri padri e nonni avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare. Noi siamo le sardine, e adesso ci troverete ovunque. Benvenuti in mare aperto”, concludono le Sardine.

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