Le celebri cascate termali del Gorello a Saturnia, frazione del comune di Manciano, in provincia di Grosseto, sono state travolte dal fango, dopo la grande alluvione che si è abbattuta ieri in Maremma, ma non hanno riportato danni strutturali, “sono integre”. “Le cascate sono in buona salute”, assicura il sindaco di Manciano Mirco Morini.

Questa mattina il vicesindaco Luca Pallini ha effettuato un sopralluogo alle cascate del Gorello di Saturnia e ha constatato che “esse sono integre e che non hanno riportato alcun danno”, precisa l’Amministrazione Comunale in una nota. “Già da ieri il sindaco di Manciano Mirco Morini aveva comunicato che le cascate del Gorello di Saturnia non erano state devastate dall’alluvione, come riportava erroneamente la stampa”, aggiunge la nota. Le cascate del Gorello, infatti, hanno “subito solo una forte piena dovuta alla tanta pioggia caduta”

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Venezia, domenica acqua a 160 centimetri. Ordinanza Protezione civile: “Rimborsi e stop a mutui per un anno. Brugnaro commissario”

next
Articolo Successivo

Acqua alta, ecco come funzionano le paratie mobili di Rotterdam: “Il modello Mose fu scartato per la manutenzione costosissima”

next