Nelle prossime ore Venezia potrebbe essere allagata per oltre il 70 per cento della sua superficie e registrare una marea di 155 centimetri sul medio mare. Uno dei livelli più alti, in assoluto, degli ultimi cinquant’anni. È da sei giorni che al Centro Maree si stanno preparando all’arrivo di un’acqua alta eccezionale. Adesso il momento è arrivato. Alle 14.30 dell’11 novembre, il bollettino delle previsioni indica una prima ondata per le ore 10 di martedì 12 novembre. Poi l’onda scenderebbe, per risalire verso le 23 addirittura a 145 centimetri. Le cose non migliorerebbero mercoledì 13 novembre quando, verso le 10.30, si tornerebbe a 145 centimetri. E’ stata decisa la chiusura per due giorni, martedì 12 e mercoledì 13 novembre, degli asili nido e delle scuole materne in centro storico a Venezia e sulle Isole. Regolare apertura al Lido, Mestre e Pellestrina.

“Sì, la situazione è allarmante. – conferma Alvise Papa, responsabile del Centro Maree –. Tutto dipende da quale sarà l’entità del vento”. Si sa che il grande nemico di Venezia, in questi casi, è lo scirocco. In realtà, la situazione atmosferica che desta preoccupazione è associata alla parola “scontraura”, che, come spiega il sito del Comune, si verifica quando “alla bora sull’alto Adriatico si associa lo scirocco sul basso e medio Adriatico, e si determina la convergenza di correnti marine provocate da venti da nord-est e sud-est”.

“Per questo teniamo conto dell’evoluzione della minima depressiva, che è prevista di fronte all’Emilia Romagna. È lì che si determinano i venti”, aggiunge Papa. Nelle prossime ore si prevede che una forte bora spiri non solo nel golfo di Trieste, ma su tutto il litorale veneto e friulano, mentre lo scirocco arriverebbe fin dentro l’Istria.

È per questo che la previsione di 145 centimetri viene dilatata fino ai possibili 155 centimetri. “Dato l’evolversi della situazione meteorologica, con forte calo barico – si legge nel comunicato -, venti di scirocco molto sostenuti nell’Adriatico centro-meridionale e di bora nel Golfo di Trieste, i modelli previsionali del Centro Maree del Comune di Venezia indicano la possibilità di maree eccezionali. Le previsioni, valutate con Cnt-Ismar e Ispra, prevedono, in particolare, martedì alle ore 10 un picco di marea di 140 cm, martedì alle ore 23 un picco di 145 cm e mercoledì alle ore 10.30 un picco di 145 cm”. Ecco il passaggio più preoccupante: “Vista la situazione meteorologica altamente dinamica, questi due ultimi valori potrebbero essere rivisti in aumento, anche con il superamento della soglia di 155 cm. Anche il Centro funzionale decentrato dell’Arpav prevede precipitazioni diffuse con quantitativi abbondanti di pioggia”.

Cosa succede con un’acqua alta di 155 centimetri? Che più del 70 per cento di Venezia viene allagata, considerando le sole aree di viabilità pubblica. A 140 centimetri si arriva al 60 per cento. A 160 centimetri al 77 per cento. Se si dovesse superare il metro e mezzo, la situazione sarebbe davvero grave.

Basta scorrere i livelli delle maree più alte dell’ultimo mezzo secolo. Quella tragica del 4 novembre 1966 arrivò a 195 centimetri. Ma quello fu davvero un evento biblico. Le maree oltre i 150 centimetri non sono numerose: 166 centimetri il 22 dicembre 1979, 159 centimetri l’1 febbraio 1986, 156 centimetri l’1 dicembre 2008, 156 centimetri il 29 ottobre 2018 e 151 centimetri il 12 novembre 1951. Il Mose, il sistema di dighe mobili in corso di costruzione da vent’anni, entrerebbe in funzione con una marea di 110 centimetri.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Tor Bella Monaca, blitz anti-droga: 20 arresti, anche “o’ Principe”. Giro da 200mila euro al mese. Determinante il ruolo di due “pentiti”

prev
Articolo Successivo

Autostrade chiude corsie di quattro viadotti in Liguria: “Il ripristino durerà alcuni mesi”

next