Il sindaco leghista di Gallarate (Varese), Andrea Cassani, è indagato per turbativa d’asta in uno dei filoni dell’inchiesta milanese su un sistema di tangenti, finanziamenti illeciti, appalti e nomine pilotate con al centro l’ex responsabile di Forza Italia a Varese Nino Caianiello. L’accusa riguarda una presunta nomina pilotata di due avvocati per un parere legale su un’azione di responsabilità intentata dall’ex giunta di centrosinistra contro gli ex amministratori di una municipalizzata, tra cui appunto Caianiello.

“Si tratta di una indicazione fatta da alcuni indagati con riferimento ad una questione documentale a mio parere è totalmente infondata“, ha commentato l’avvocato Cesare Cicorella, difensore di Cassani. “Il sindaco – prosegue il legale – attende con serenità gli esiti di un’indagine di cui abbiamo appreso solo ora”.

Poco dopo la diffusione della notizia, anche il leader del Carroccio Matteo Salvini è intervenuto in sostegno del primo cittadino: “Tutto il mio appoggio al bravo sindaco Cassani, alla sua giunta e a tutta la comunità di Gallarate, esempio di buona e corretta amministrazione, di partecipazione cittadina democratica e trasparente”.

Nella giornata di oggi la Guardia di finanza di Busto Arsizio si è presentata negli uffici comunali di Gallarate per una serie di acquisizioni di documenti. L’indagine è una delle tante tranche dell’inchiesta milanese, coordinata dall’aggiunto Alessandra Dolci e dai pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri, che lo scorso 7 maggio ha portato a 43 misure cautelari, tra cui quelle a carico di Caianiello e degli esponenti di FI Fabio Altitonante e Pietro Tatarella. Ma anche l’ex assessore all’Urbanistica del comune di Gallarate Alessandro Petrone. In questa indagine il presunto “burattinaio” e “grande manovratore” del sistema, Caianiello, sta riempiendo da mesi ormai pagine e pagine di verbali. Il gip, nell’ordinanza di custodia cautelare per Caianello, aveva scritto che Cassani “era estraneo al sodalizio feudale” dell’ex responsabile Fi. E anche per questo motivo il primo cittadino aveva annunciato di non volersi dimettere: “Non sono un eroe”, aveva detto in conferenza stampa pochi giorni dopo, “ma sono l’unico amministratore che si è opposto”.

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