Tale e Quale Show, il varietà del venerdì sera di Rai1, è finito nel mirino dei telespettatori. Alcuni di loro, come la youtuber afroamericana (ma residente in Italia) Tia Taylor, sostengono che l’imitazione di personaggi di colore da parte di concorrenti dalla pelle bianca sia un caso di “blackface”. “Intanto in Italia sarebbe ‘rivoluzionario’, ‘innovatore’ e ‘nuovo’ dipingersi il volto di nero e imitare (poveramente) le persone di colore in televisione”, ha scritto la youtuber statunitense per commentare il video di Roberta Bonanno che imitava la popstar Beyoncé con la pelle colorata.

Con blackface s’intende uno stile di truccarsi che consente a una persona dalla pelle bianca di assumere le sembianze di una di colore. Questa “pratica” nasce negli Stati Uniti (ma diffusa anche in Europa, come in Gran Bretagna), a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando alcuni personaggi teatrali si dipingevano la faccia in maniera esageratamente stereotipata con l’intento di deridere gli schiavi neri. L’utilizzo del blackface era sfacciatamente razzista e si è concluso gradualmente grazie al Movimento dei Diritti Civili di Martin Luther King, che ne denunciò gli intenti denigratori. Da allora truccarsi la faccia di nero viene universalmente vista come come una pratica razzista.

Ecco perché Tia Taylor, così come altri, si sono sentiti offesi dall’imitazione di Beyoncé di Roberta Bonanno. Eppure lo scopo del programma è trasformarsi nel personaggio scelto dalla produzione. Bianco o nero, uomo o donna, alto o basso che sia. Si vince solo se si è “tali e quali“, appunto. In passato già altri concorrenti avevano imitato persone di colore (uno su tutti: Valerio Scanu nei panni di Stevie Wonder), ma è successo anche l’inverso, ciò che un’artista con la pelle di colore, come Karima Ammar, imitasse cantanti con la pelle bianca come Mina o Carmen Consoli.

La concorrente che ha imitato Beyoncé, attaccata sui social, ha commentato così: “Sono tutto tranne che razzista. Sto alle regole di un format. Grazie, andate a combattere il razzismo da altre parti (…) Non ne posso più, mi sto sentendo male per quello che mi stanno dicendo. Ho il cuore a pezzi”, ha scritto Roberta Bonanno su Twitter, salvo poi cancellare quei tweet. “Dare del razzista pubblicamente è un’offesa enorme e forse anche perseguibile. Se solo voi foste a conoscenza della mia vita privata vi rimangereste indubbiamente queste parole (…) Quello che mi sta succedendo è allucinante. Istigare odio è allucinante“, ha aggiunto in un secondo momento.

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