Sono orrendi gli insulti che la 14enne Maggy Gioia, una delle collegiali della nuova edizione de Il Collegio, ha ricevuto sui social all’indomani della prima puntata del docu-reality di Rai2. Diligente e studiosa, la milanese Maggy è stata attaccata per non aver partecipato a una bravata dei suoi compagni, che in piena notte avevano deciso di trasferire in cortile tutto l’arredamento della classe.

Per lei, quello dei suoi compagni, era un atteggiamento inammissibile e da ignoranti. Per questo è stata eletta la “Migliore della prima settimana di scuola” dal Preside del Collegio, mentre tutti gli altri sono stati puniti. Alcuni telespettatori non l’hanno presa con intelligenza, e Maggy è diventata un bersaglio degli haters sui social, tanto che è stata costretta a disabilitare i commenti sotto i suoi post di Instagram. “È uno schifo tutto quello che è successo a Maggy“, ha scritto il professor Luca Raina sui social, commentando quello che è a tutti gli effetti un episodio di cyberbullismo.

“Sono semplicemente una studentessa a cui piace seguire le regole e cerca di imparare il più possibile”, racconta lei a ilfattoquotidiano.it. “Se devo essere sincera, non prendo in considerazione le minacce. Quello che scrivono di cattivo su di me non mi tocca. Accetto qualsiasi commento negativo, purché non sia volgare. Il bullismo? No, non sono mai stata vittima di bullismo fino ad adesso”, dice, forse inconsapevole della gravità dei messaggi indirizzati a lei. “In generale quella de Il Collegio è stata un’esperienza positiva e in alcuni casi istruttiva, anche se tra noi compagni non si riusciva ad andare d’accordo a causa dei nostri caratteri diversi. Sicuramente mi sono piaciuti i Prof e soprattutto il Preside, con cui mi sono trovata in perfetta sintonia”.

Aggiunge: “Io mi definisco una persona educata, studiosa ma non secchiona”. Infatti Maggy è molto studiosa e anche orgogliosa di esserlo. Conosce cinque lingue, mette lo studio al primo posto e si ritiene più intelligente dei suoi coetanei. “Siamo tutti spacciati”, dice spesso, commentando l’ignoranza dilagante dei suoi coetanei. “Non c’è nulla di male nel voler studiare, perché credo che attraverso lo studio riuscirò a realizzarmi. Il mio sogno? Diventare funzionario presso il Ministro degli Affari Esteri”.

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