Nel giugno 2016 il Louvre è rimasto chiuso a causa della considerevole piena della Senna. Il motivo? “Procedere in modo preventivo, ad evacuare le opere situate in zona inondabile”, si leggeva in una nota ufficiale. Già perché il pericolo è più concreto, almeno per le opere sistemate nei circa 10mila metri quadrati del seminterrato. Nonostante il Louvre dal 2002 abbia un Piano di prevenzione del rischio di alluvione. Non risolutivo, però. Perché l’attuale tempo di evacuazione stimato non consentirebbe di proteggere tutte le raccolte in caso di alluvione. Senza contare che alcuni degli spazi di stoccaggio attualmente in uso non soddisfano più i requisiti di conservazione e di operatività del museo più frequentato del mondo, che nel 2018 ha accolto oltre 9 milioni di visitatori.

“Poco più di tre anni dopo questo spavento provocato da un evento atmosferico, ecco che i tesori del museo sono messi al sicuro” scrive ora Le Monde. A Liévin, nel nord della Francia, a poche centinaia di metri dal Louvre-Lens, è stato infatti inaugurato il nuovo Centro di Conservazione. “Creato per proteggere le collezioni del museo dal rischio di alluvioni e migliorare le condizioni di conservazione e ricerca”, si legge nel portale del museo. Dal 28 ottobre 250mila delle 620mila opere del Louvre saranno trasportate qui. Il trasferimento, distribuito su quattro anni, inizierà con le 150mila opere situate nella zona di alluvione. Le 100mila opere ai piani inferiori, meno esposte al rischio di alluvioni e in spazi esterni al Louvre, saranno trasportate in un secondo momento, tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. “E’ il più grande movimento di opere dalla seconda guerra mondiale, quando il Louvre spostò le sue collezioni di fronte alla minaccia di un’invasione tedesca“, spiega Brice Mathieu, direttore del centro.

Il progetto è dello studio di architettura britannico Rogers Stirk Harbour + Partners, in collaborazione con lo studio francese Mutabilis Paysage, Egis Bâtiments Nord per la consulenza tecnica, Inddigo per quella ambientale e Vpeas per la parte economica. L’edificio è esteso su circa 18.500 metri quadrati, dei quali 9.600 riservati allo stoccaggio e 1.700 allo studio e al trattamento delle opere d’arte. Le forme lineari e non invasive, insomma attente al paesaggio. Con un tetto leggermente inclinato, completamente coperto di vegetazione. Una combinazione di spazi pieni di luce in cui le persone possono lavorare e spostare opere d’arte e tecnologia all’avanguardia, “per garantire condizioni climatiche stabili per la corretta conservazione delle collezioni del Louvre”. Un edificio “bello, sobrio, elegante, si adatta alla continuità dei grandi gesti architettonici che il Museo del Louvre ha moltiplicato per trent’anni”, ha dichiarato Jean-Luc-Martinez, presidente e direttore del Louvre, elencando la Piramide di Ieoh Ming Pei e la Cupola di Jean Nouvel ad Abu Dhabi.

Un progetto ambizioso, ma anche oneroso. Il budget complessivo ammonta a 60 milioni di euro, dei quali 42 per la realizzazione. Oltre al Louvre (34,5 milioni) le risorse sono arrivate dall’Ue (18 milioni dai fondi di sviluppo regionale), dal governo (2,5 milioni) e dalla Regione dell’Alta Francia con 5 milioni. L’area urbana di Lens-Liévin ha contribuito al progetto assicurando i 2,66 milioni di euro necessari per il pagamento dei costi degli studi preliminari e di manutenzione del sito. Ha anche lasciato la terra allo Stato, ad uso del Louvre, per un costo simbolico di 1 euro.

La nuova struttura sarà uno spazio di studio e ricerca, aperto al pubblico, con la speranza (di museo e istituzioni) che diventi un attrattore di interessi, culturali ed economici. Non solo: la priorità del centro è preservare le collezioni nazionali del Louvre, ma può anche essere utilizzato come rifugio per le opere di Paesi in conflitto. “Il Louvre non poteva vivere con il rischio di un’alluvione ogni 10 o 15 anni, e la chiusura per alcuni giorni del museo”, come durante l’alluvione del 2016, afferma Jean-Luc Martinez, presidente e direttore del Louvre. Il nuovo Centro a Liévin trova soluzione al problema.

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