Fischi, tanto agonismo in campo, il gesto del saluto militare dei calciatori turchi al gol del pareggio, striscioni pro-curdi ma nessun incidente. La sfida tra Francia a Turchia allo stadio Saint Denis valida per la qualificazione a Euro 2020 è finita 1-1 con reti di Giroud e Ayhan. Ma oltre al campo – le due squadre restano al comando del gruppo H a pari merito con 19 punti – la partita assume un significato nel contesto dell’offensiva di Ankara contro i curdi nel nord-est della Siria. Oltre ai fischi dei circa 30mila turchi presenti sugli spalti, i giocatori sono tornati a esultare dopo il gol del pareggio con il saluto militare: erano in sette, compreso il difensore juventino Merih Demiral, già protagonista di una presa di posizione a favore dell’attacco turco sui social network. Dopo la partita, l’Uefa ha deciso di aprire un’indagine. Per ora, però, l’unico vero provvedimento è arrivato dal St. Pauli: il club di seconda divisione tedesca ha licenziato il centrocampista turco Cenk Sahin per aver postato sui social un messaggio di appoggio all’esercito turco. Adesso i tifosi di Juventus e Milan chiedono alle società lo stesso trattamento per Demiral e il centrocampista rossonero Hakan Calhanoglu.

Al Saint Denis, dopo il gol del pareggio firmato sugli sviluppi di un calcio di punizione da Kaan Ayan, si è rivista la scena del match contro l’Albania: anche se non inquadrati dalle telecamere, l’autore della rete e altri sei compagni hanno esultato con il controverso saluto militare. Poco dopo è stato visto sventolare uno stendardo filo-curdo che ha suscitato fischi da parte dei turchi, arrivati anche da Germania e Belgio per assistere alla partita. “Smettete di uccidere i curdi”, si leggeva in lettere rosse su un altro striscione mostrato da persone con la maglia della Francia. La situazione è però rimasta sotto controllo.

Michele Uva, vicepresidente dell’Uefa, lunedì aveva avvertito che “comportamenti non consoni ai regolamenti Uefa verranno portati alla disciplinare. Per il momento non si ha notizia di provvedimenti contro i calciatori turchi protagonisti del saluto militare. Ha deciso di agire autonomamente il St. Pauli, la squadra dei tifosi-pirati che sostengono l’antifascismo, l’anti-omofobia e l’antirazzismo. Il club, che attualmente milita in Zweite Bundesliga, ha deciso di dire addio al centrocampista Sahin perché il suo appoggio all’offensiva di Erdogan è “incompatibile con i valori della società”. Il 25enne è stato sospeso da allenamenti e attività della squadra, il contratto di Sahin rimane valido ma è ora libero di trovarsi un’altra squadra nella prossima sessione di mercato di gennaio. “Siamo dalla parte dell’eroico esercito e dei soldati. Le nostre preghiere sono per voi”, il contenuto integrale del messaggio postato su Instagram dal giocatore.

“Onore al St.Pauli, società e tifoseria unite per cacciare un loro dipendente che ha osato prendere posizione verso un genocidio. Prendete esempio per Calhanoglu,Demiral e Under, si legge in un tweet che riguarda tre giocatori turchi della Serie A. Sono soprattutto Calhanoglu e Demiral a essere finiti nel mirino dei tifosi milanisti e juventini. “Vattene via dalla Juve”, oppure “Mi aspetto una pioggia di fischi a San Siro”, sono solo alcuni dei messaggi apparsi su Twitter e firmati dai sostenitori delle due società.

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