A poche ore dall’inizio delle operazioni militari della Turchia nel nord della Siria, Qamishlo è piombata nel caos. Nella città, che sorge nella zona sotto il controllo delle autorità curde, a est rispetto all’area in cui operano le forze di Ankara, è esplosa un’autobomba causando “diverse vittime“. Secondo l’emittente panaraba Al Arabiya, quattro persone sarebbero morte e altre nove sarebbero rimaste ferite. Forze curde riferiscono che l’attentato è stato rivendicato da cellule dell’Isis.

Tra le città più popolose e finora più pacifiche dell’area, Qamishlo è da 48 ore nel mirino delle forze turche. Nella notte tra mercoledì e giovedì un bombardamento degli F-16 di Recep Tayyip Erdogan ha colpito il carcere di Chirkin, dietro le cui sbarre ci sono miliziani di “oltre 60 Paesi”. Per i curdi si è trattato di “un chiaro tentativo” di farli scappare. All’orizzonte, avvertono, c’è “una catastrofe che il mondo potrebbe non essere in grado di gestire in futuro”.

Oggi le forze curde sono tornate a puntare il dito contro Ankara. Secondo le autorità locali, almeno 5 miliziani dell’Isis sono fuggiti a seguito dei raid compiuti nelle scorse ore dall’aviazione turca contro la prigione di Navkur, dove la Syrian Democratic Force tiene in custodia decine di jihadisti. Non è nota al momento la nazionalità dei militanti fuggiti. La notizia è stata confermata dal portavoce delle Forze democratiche siriane, Marvan Qamishlo.

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