Via libera al sequestro del computer di Armando Siri. Lo ha deciso la Giunta delle elezioni e delle immunità, che ha approvato il sequestro del pc dell’ex sottosegretario leghista con 13 voti favorevoli e 8 contrari. L’organismo presieduto da Maurizio Gasparri era chiamato a valutare la richiesta della procura di Milano. Nel corso della votazione la maggioranza ha votato compatta per il sì al sequestro. Contrari i senatori della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. La Giunta ha poi incardinato la richiesta, sempre del Tribunale di Milano, del sequestro di un telefono cellulare in uso ad un collaboratore di Siri. Il senatore leghista è indagato per autoriciclaggio a causa di un prestito ottenuto da un istituto bancario di San Marino.

È il 29 luglio scorso quando gli uomini della Guardia di finanza arrivano negli uffici dell’associazione di Siri per una perquisizione. Il giorno dopo, i pm di Milano Gaetano Ruta e Sergio Spadaro hanno spedito al Senato una richiesta di autorizzazione a procedere per poter accedere ai computer del parlamentare. Quando i militari della Guardia di finanza sono arrivati in viale Monte Santo 5, infatti, Marco Luca Perini, segretario di Siri, ha spiegato che in quei locali c’era l’ufficio del senatore e sulla scrivania c’era un pc “marca Dell modello Optiplex 790, sprovvisto di numero di serie e con all’interno un hard disk SSd”. Nella stessa stanza un altro pc non utilizzato, ma che è stato aggiunto al verbale. Gli investigatori hanno quindi dovuto interrompere la perquisizione, come previsto per legge nei confronti di un membro del Parlamento. Anche perché nel frattempo Siri arrivato sul posto ha rivendicato sia l’uso dell’ufficio sia quello del computer. Diventato di fatto inaccessibile.

“Somme di provenienza delittuosa utilizzate per investimenti economici con il preciso intento di dissumularne l’origine”, una delle definizioni usate dal tribunale del Riesame di Milano per riassumere la posizione della Procura sulla a condotta del senatore. Il passaggio – raccontato dal Fatto Quotidiano – è contenuto nella sentenza depositata il 25 settembre con la quale il giudice respinge il ricorso contro i sequestri effettuati il 26 luglio a carico di Perini. Durante le perquisizioni sono stati trovati due pc riferibili al politico leghista, sul cui sequestro si è espressa oggi la Giunta per le autorizzazioni del Senato. Il Riesame, invece, si è espresso sul finanziamento a Siri per acquistare una palazzina a Bresso, in provincia Milano. Siri è anche indagato per corruzione dalla Procura di Roma: avrebbe ricevuto 30mila euro da Paolo Arata, l’ex deputato di Forza Italia ora in affari con Vito Nicastri, condannato ieri a 9 anni per concorso esterno a Cosa nostra.

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