A luglio a Villafranca, provincia di Palermo, la processione del Corpus Domini si era fermata davanti alla casa del boss Ciro Badami, uno dei fedelissimi di Bernardo Provenzano. Dopo due mesi un’altra processione, questa volta allo Zen di Palermo, si inchina alla statua di Padre Pio davanti alla stazione dei carabinieri.

L’associazione Padre Pio, organizzatore della processione, ha voluto dare un forte messaggio di legalità nel quartiere. E nel rispetto delle regole: gli organizzatori e i fedeli hanno rispettato anche il divieto della questura di non sparare i fuochi di artificio. “Un gesto semplice – commenta Arturo Guarino comandante provinciale dei carabinieri di Palermo – ma profondo per una comunità, per un quartiere delicato che vuole sottolineare un’inversione culturale. Per i Carabinieri, da sempre vicini alla gente comune, un seme che sta germogliando”.

“L’inchino di una processione religiosa alla caserma dei carabinieri nel quartiere Zen – commenta il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – è un fatto che stupisce solo chi non ha colto, o fa finta di non avere colto, il grande cambiamento culturale avvenuto e tutt’ora in corso a Palermo. Quando pochi giorni fa, nel consegnare la cittadinanza onoraria al colonnello Antonio Di Stasio, ex comandante provinciale dell’Arma, lo stesso ha rivolto il suo saluto ai tanti alunni delle scuole dello Zen presenti. Il gesto era passato quasi inosservato, ma era segno di un cambiamento profondo, radicale e radicato che ha attraversato il quartiere e la città”.

Il gesto dell’associazione Padre Pio si contrappone alla sosta non prevista decisa da don Guglielmo Bivona a luglio a Villafranca davanti alla casa del boss con tanto di saluto alla moglie del boss. Il maresciallo e il sindaco si erano subito allontanati dalla processione. L’episodio era stato segnalato alla Procura, al prefetto, e all’arcivescovo di Palermo.

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