Scontro Conte-Lega durante la replica del presidente del Consiglio in Aula alla Camera, prima delle dichiarazioni di voto per la fiducia al nuovo esecutivo targato M5s-Pd-LeU. “Ripetere all’infinito la parola ‘tradimento’ non potrà cambiare la realtà dei fatti: questa è una grande mistificazione”.

Se le opposizioni di destra rivendicavano il ritorno alle urne, Conte li ha sfidati, accusando la Lega “scarsa coerenza“, “irresponsabilità” e di essere loro quelli attaccati alle poltrone. “Il fatto di pensare che”, ha detto poco prima che l’Aula si preparasse al voto di fiducia, “una singola forza politica o addirittura il suo leader possa decidere ogni anno a suo piacimento o addirittura a suo arbitrio di poter portare il Paese alle elezioni è irresponsabile”. E ancora: “Cosa devo pensare? Che volevate andare alle elezioni per avere più poltrone?”. E pure: “Ma perché ministri che presentano mozioni di sfiducia non si dimettono?”.

Tradotto, un attacco a Salvini, pur senza nominarlo, in piena regola, dato che lo stesso ex ministro dell’Interno non si dimise dal Viminale. Ma non solo. Per la prima volta in pubblico, inoltre, Conte ha attaccato il leader leghista per le sue assenze in Europa e la scarsa preparazione dei dossier. Alla fine del discorso, la maggioranza si è alzata in piedi ad applaudire, mentre la bagarre è scoppiata tra i banchi della Lega e di Fratelli d’Italia. Lunghi applausi durante gli attacchi di Conte al Carroccio dai banchi dem, dai quali sono anche partiti ‘bacioni‘ in stile salviniano in modo sarcastico contro i deputati leghisti.

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