La lunga replica di Giuseppe Conte alla Camera in occasione del voto di fiducia è stato rivolto, in larga parte, ai banchi della Lega. Sono stati gli ex alleati leghisti, infatti, i più feroci contestatori del presidente del consigli: “Non ho mai detto e non dirò mai che voi avete tradito: mi rivolgo alla Lega. Dico che mentre il M5s è stato coerente al proprio programma voi dimostrate di essere coerenti alle vostre convenienze elettorali. Avete sbagliato giuramento perché i ministri che hanno giurato letteralmente hanno giurato di tutelare l’interesse esclusivo della nazione non del proprio partito”.

“C’è stato il deputato Garavaglia – ha continuato il presidente del consiglio – con cui ho lavorato per mesi fianco a fianco che ha usato un’espressione volgare: ‘volete rimanere imbullonati alle poltrone‘. E’ un’espressione che non trovo appropriata perché per me una poltrona è fonte di responsabilità ma che devo pensare: che volevate andare a elezioni per avere più poltrone?”. Un intervento più volte interrotto dai boati leghisti: “Ma perché ministri che presentano mozioni di sfiducia non si dimettono?”, dice con riferimento alla mozione di sfiducia presentata ad agosto da Matteo Salvini e dalla Lega nei suoi confronti.

Degno di nota anche un battibecco con il leghista Zoffili, che rivolgendosi al premier ha detto: “Porta rispetto per la Lombardia”, dopo un passaggio sull’autonomia differenziata e gli asili nido gratuiti in Lombardia. Ovazione della maggioranza quando Conte risponde “forse non tutti in Lombardia gradiscono che lei mi interrompa”.

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