“È un delitto giornalistico imperdonabile. Perché gratuito, miserabile e soprattutto ignorante”. Così Giulia Martinelli, ex compagna e madre della figlia del leader leghista Matteo Salvini, si sfoga in una lettera inviata a Vittorio Feltri. Nello sfogo la Martinelli si riferisce a quanto scritto nel post pubblicato su Facebook dal caporedattore di Rai Radio1 Fabio Sanfilippo il 4 settembre. Il giornalista, oltre a riferirsi al leader del Carroccio (“Ti sei impiccato da solo e questo è evidente. Io ne sono felice”), aveva tirato in ballo anche la bambina di sei anni: “Mi dispiace per tua figlia, ma avrà tempo per riprendersi, basta farla seguire da persone qualificate”. Ora la madre della piccola si esprime sulla questione nel testo indirizzato al direttore e pubblicato da Libero,

“Caro Direttore, affido a te e al tuo giornale queste poche righe per esprimere la mia amarezza, la mia rabbia e il mio dolore”, scrive la madre della piccola nel testo indirizzato al direttore e pubblicato da Libero. La donna specifica che in tanti anni non “è mai intervenuta pubblicamente” e non ha “mai detto né scritto una parola”, ma che la lettera era necessaria per difendere “l’ educazione che io e Matteo stiamo dando quotidianamente a nostra figlia”.

“Provo dolore per chi dice di amare e non odiare, per chi è padre, per chi ha la grande fortuna di avere avuto il dono di figli da crescere, da educare, da portare sulle spalle e da aprire al mondo. Quel mondo che deve insegnare rispetto, lealtà e valori – si legge nella lettera – Rabbrividisco di fronte a un padre, ad un giornalista che travolge e minaccia la nostra intimità, coinvolgendo una bambina di sei anni che ignora e nulla ha a che fare con le vicende politiche delle ultime settimane. Mi tremano le mani“. La Martinelli poi aggiunge: “I nostri figli vanno a scuola, i nostri figli leggono i social (la mia per fortuna è ancora troppo piccola), i nostri figli guardano la tv, i nostri figli hanno bisogno di guide e di genitori che amino e che agiscano a protezione del loro bene più prezioso. Sfregiare la loro intimità ed il loro equilibrio psicologico a fini politici è un delitto giornalistico imperdonabile. Perché è gratuito, miserabile e ignorante”.

Intanto viale Mazzini sta valutando la sospensione per Sanfilippo, che però dice di non pentirsi, sostenendo che quello che tutto hanno definito “un invito al suicidio”, non lo ero affatto. La Rai ha comunque comunicato che a breve emanerà una disposizione sull’uso dei social, visto che al momento non esiste una policy interna all’azienda sul comportamento dei propri dipendenti sui profili privati.

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