È in cella ma dovrebbe stare in una struttura di cura visto che è affetto da bipolarismo e, secondo la relazione psichiatrica, è “inadatto al regime carcerario”. Ma i posti nelle Rems – le strutture che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari chiusi per legge – scarseggiano e in attesa che se ne liberi uno deve restare dietro le sbarre di Rebibbia, con il “rischio che diventi pazzo davvero”. È quanto accade a Giacomo Seydou Sy, il figlio 25enne di Loretta Rossi Stuart e nipote di Kim, l’attore protagonista del film “Romanzo criminale“. A denunciare la situazione è la madre del ragazzo: ”E’ arrivato al culmine. L’ho visto ieri, è una bomba pronta ad esplodere. Se ora commette una stupidaggine si rovina la vita per sempre”, ha raccontato all’Adnkronos.

“Con questo bipolarismo quando assume delle sostanze va subito fuori di testa. Non è un criminale”, ha precisato la madre. Due arresti nel giro di poco tempo: uno per resistenza a pubblico ufficiale, l’altro per un piccolo furto da 60 euro, compiuto in uno stato psicotico, e così l’inevitabile ingresso nel carcere di Rebibbia. Da maggio ha finito di scontare la pena per il furto ma su di lui pende ancora un anno di Rems per infermità mentale: “E’ un internato, da tre mesi è obbligato a stare in carcere, senza le cure adeguate, perché non c’è posto nella struttura alternativa dove dovrebbe andare. La lista d’attesa è pazzesca”.

“Non si può trattenere in carcere chi è stato destinato ad una struttura di cura, le Rems vanno potenziate, questo è il problema – ha spiegato la sorella di Kim Rossi Stuart – Ma non fa audience, non attira like, non interessa nessuno, nonostante gli svariati episodi di suicidio avvenuti recentemente in carcere, erano giovani in attesa di ingresso in una struttura psichiatrica. Mio figlio è stato un mese in isolamento, da solo in una cella spoglia. Anche una persona sana va fuori di testa, figuriamoci chi ha problemi psichiatrici”, conclude la sorella dell’attore.

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