Le parole di Di Maio e di Renzi su di me? Sono tranquillo, in queste settimane mi sono ripromesso di non rispondere agli insulti. Mi sono preso del buffone, del razzista, del fascista, dell’assassino, del ladro, del delinquente, del criminale. Sto gestendo 500 immigratia bordo di due navi di Ong e quindi non rispondo alle polemiche”. Così, ai microfoni di “Non stop news”, su Rtl 102.5, il ministro dell’Interno Matteo Salvini risponde sulle critiche avanzate dal suo ex alleato Luigi Di Maio e dal senatore Pd Matteo Renzi.

E aggiunge: “Di Di Maio non riuscirò mai a parlar male, perché per tanti mesi abbiamo lavorato insieme correttamente e positivamente. Poi sono cominciati i ‘no’ e, come in una coppia, quando passi più tempo a litigare che a volerti bene, più avanti vai e meno fai gli interessi dei figli e della coppia stessa. A Renzi invece mando un bacione. Gli italiani lo hanno già provato il suo governo, quindi lascio rispondere loro”.

Salvini ribadisce la sfiducia a Conte prevista per il 20 agosto e la posizione della Lega: “In tantissimi chiedono che non ci siano giochini di Palazzo, governi tecnici e altre robe strane. E’ finito un governo. Ed è finito per i troppi no del M5s. La via maestra, giusta, lineare, trasparente, democratica è data dalle elezioni, non dai giochini che stiamo vedendo in questi giorni per improbabili governi Renzi-Boschi-Fico-5 Stelle. Stiamo facendo tutto il possibile perché gli italiani votino il prima possibile. Quindi, ci mettiamo in gioco, ma ovviamente tutto è nelle mani del presidente della Repubblica, che fortunatamente con equilibrio e saggezza saprà cogliere quello di cui il Paese ha bisogno”.

Poi puntualizza: “Voglio che sia chiaro: con le elezioni a ottobre o novembre non c’è in ballo nessun aumento dell’Iva, su cui ieri Renzi ha parlato per un quarto d’ora. Entrerebbe in vigore dal primo gennaio 2020, quindi, se voti a ottobre, a novembre c’è il governo che avrebbe tutto il tempo per fare una manovra senza toccare gli 80 euro e quota 100 e senza aumentare l’Iva. Ma è chiaro che, se invece di votare questa settimana, si vota la settimana prossima e poi Renzi o Grillo se ne inventano un’altra per andare a settembre, tiri a campare per un altro mese e non si va da nessuna parte”.

Salvini poi torna a criticare il reddito di cittadinanza (“In tante realtà, soprattutto del Sud, si sta trasformando in incentivo al lavoro nero“) e menziona il presidente della Camera Roberto Fico: “Non ho capito perché, invece di mettere prima in agenda il taglio dei parlamentari, lo ha messo dopo la mozione di sfiducia. Non è colpa mia e non mi permetto certo di interpretare i pensieri del presidente Fico. Ma se metti in agenda il taglio dei parlamentari dopo la mozione di sfiducia e salta il governo, che cosa tagli? Non mi pare una scelta geniale. Noi il 20 agosto sfiduciamo Conte, ma non perché non abbiamo altro da fare. Lo facciamo per i troppi no del M5s”.

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