Il ministro Tria? Non chiediamo la sua testa, ma o Tria segue le indicazioni della maggioranza o si pone un problema, come del resto su alcuni ministri M5s“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “Ma cos’è quest’estate”, su Radio24, dal capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, che rifila dure bordate al M5s e, in particolare, a suoi due ministri, Toninelli e Bonafede.
Molinari spiega: “Tria è sicuramente decisivo ma è uno dei ministri tecnici e bisogna vedere quale sarà il ruolo dei tecnici nel governo. Ultimamente, ad esempio, dopo il voto su una risoluzione al Consiglio Europeo sui temi finanziari, abbiamo chiesto esplicitamente a Conte di opporsi al nuovo meccanismo del fondo salva-Stati. Quando poi abbiamo chiesto a Tria in che modo si era opposto, abbiamo appreso che nulla è stato fatto. Quindi, non ha seguito l’indicazione su cui la maggioranza parlamentare si era espressa. E’ dunque un problema. Sulla legge di bilancio, Tria non vuole neppure prendere in considerazione l’ipotesi di fare deficit per abbassare le tasse e non vuole neanche restare nel parametro del 3%, ma addirittura vuole rimanere sul 2% o sotto. Ed è un altro problema”.

Inevitabile la menzione dei 5 Stelle: “Ieri il M5s con la sua mozione assolutamente inutile e ininfluente contro la Tav ha messo scioccamente in crisi il governo e soprattutto la propria parte politica, mettendo anche in minoranza il ministro Toninelli. Hanno spaccato in maniera plastica la maggioranza e hanno sfiduciato il premier Conte. Hanno perso pure in Aula, quindi hanno fatto un disastro politico. E’ chiaro che, a questo punto, sia necessaria una verifica del governo. Non so quali siano le intenzioni di Salvini – continua – ma non possiamo restare in un governo che non fa le cose. In alcuni ministeri siamo impantanati, come in quello della Giustizia, dove è stata proposta da Bonafede una non riforma, o in quello delle Infrastrutture col ministro Toninelli che ieri, di fatto, è stato sfiduciato dai suoi. Se avessimo guardato ai sondaggi o ai dati veri dopo le europee, avremmo chiesto il voto anticipato per fare un nuovo governo di centrodestra o anche solo della Lega. Ma quello che Salvini ha sempre detto è che abbiamo preso un impegno con i 5 Stelle e finché è possibile, vogliamo mantenerlo”.

E aggiunge: “Certo è che nel M5s ci sono freni e resistenze che, se prima potevamo tollerare, adesso, a fronte dei dati post-europee e dei sondaggi, non possiamo più tollerare. Prima rispetto a loro eravamo in una posizione di debolezza, ora i sondaggi, ma soprattutto i voti veri a maggio, ci impongono, per rispetto di chi ci ha votati, di farci valere su quelle posizioni che non condividiamo. Questo, però, non riguarda tutto il M5s, ma solo alcune posizioni di alcuni loro ministri e di alcuni loro esponenti. Non abbiamo mai detto che le ‘postazioni’ nei ministeri vanno cambiate per metterci per forza ministri della Lega. Stanno girando altre ipotesi di sostituzione di ministri con altri esponenti M5s che hanno posizioni più ragionevoli“.
Molinari precisa: “Toninelli può essere anche sostituito da un altro dei 55 Stelle che ha delle posizioni più ragionevoli, anche perché posso garantire che con molti colleghi del M5s ho una ottima collaborazione, come ad esempio Francesco D’Uva, con cui spesso ho sminato le tensioni parlamentari nei gruppi M5s-Lega. Non tutti hanno quella visione ideologica, è solo una netta minoranza dei 5 Stelle ad avere una visione barricadera, molto spesso di ecologismo estremo e direi anche di estrema sinistra“.

Poi rincara: “La nostra lealtà è nei fatti, perché Salvini è stato insultato e dileggiato, nella campagna elettorale per le europee, dal M5s, che ci ha dato letteralmente dei delinquenti. In più, i 5 Stelle hanno preteso le dimissioni di Rixi e di Siri e, nonostante tutto ciò, la Lega non ha mai risposto alle provocazioni e ha continuato a lavorare. Quindi, abbiamo subito questo continuo dileggio perpetrato scioccamente da parte del M5s per meri scopi elettorali, perché hanno insultato continuamente il proprio alleato e alla fine hanno dimezzato i propri voti, mentre noi li abbiamo raddoppiati”.
E chiosa: “E’ evidente che qualcosa è cambiato. Noi siamo leali. Ed essere leali significa cercare di far sopravvivere il governo, ma non avere l’anello al naso. Non è che possiamo far finta che non sia successo niente e che quegli insulti del M5s alla Lega non ci siano stati. Né possiamo far finta che non ci siano problemi con alcuni ministri M5s. Siamo leali nei fatti – conclude – altrimenti avremmo già fatto cadere il governo e di scuse e di opportunità per farlo ne avremmo avute centinaia dopo le europee. Eppure, non l’abbiamo mai fatto. Penso all’Ilva o tantissimi altri provvedimenti su cui avremmo potuto far casino e far saltare il banco“.

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