Lo scontro finale sul Tav si è chiuso con un risultato secco: quattro a uno. Quattro come le mozioni a favore dell’Alta velocità Torino-Lione approvate dal Senato. Uno come l’unico documento contrario all’opera: quello del Movimento 5 stelle, respinto dall’aula di Palazzo Madama. Come annunciato, dunque, la maggioranza che sostiene il governo di Giuseppe Conte si è spaccata. Anzi si è proprio sdoppiata. “Ormai ci sono due governi?”, hanno chiesto i cronisti al viceministro leghista Massimo Garavaglia. Che non ha risposto, limitandosi a sorridere e allargare le braccia. Garavaglia è uno dei due protagonisti di una sorta di “sdoppiamento di personalità” dell’esecutivo. Quando la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha dato la parola al governo, è intervenuto per invitare “a votare a favore di tutte le mozioni che dicono sì alla Tav, e contro chi blocca il Paese”. Con Garavaglia, però, si è alzato in piedi anche il sottosegretario grillino Vincenzo Santangelo. Che – dopo aver aspettato il suo turno, con aria perplessa – si è limitato a dire: “Il governo si rimette alla decisione dell’Aula“.

Il governo ha due posizioni – Insomma: dai banchi dell’esecutivo sono arrivate due posizioni completamente opposte. E d’altra parte durante la discussione i ministri erano fisicamente separati: da una parte i leghisti, dall’altra i grillini. Tra i primi Giulia Bongiorno, Matteo Salvini, Gian Marco Centinaio e Erika Stefani. Tre sedie vuote, compresa quella che spetta al premier, li dividevano dai 5 stelle Riccardo Fraccaro e Danilo Toninelli, quest’ultimo autore di un’intervista al Corriere della Sera in cui ha definito il leader della Lega come “un nano sulle spalle di giganti che lavorano“. “Gli insulti di Renzi, della Boschi e del Pd mi divertono, gli attacchi quotidiani dei 5Stelle mi dispiacciono. Come si fa a lavorare così?”, ha replicato su Twitter Salvini, poco prima di arrivare in Aula. Dove è spuntato anche Luigi Di Maio, che è andato a sedersi tra i banchi del governo senza salutare il collega vicepremier.

Le mozioni e i blocchi – Separati al tavolo di governo e opposti anche nel voto tra i banchi dell’aula. Dove il capogruppo del Carroccio, Massimiliano Romeo, ha lanciato una sorta di avvertimento agli alleati grillini: “Potremmo condividere la questione identitaria ma se fate parte del governo e il presidente del Consiglio ha detto sì, dovete essere a favore della Tav, non ci sono alternative. Su un tema così importante avere due partiti di maggioranza, uno che vota in un modo e l’altro in un altro, pone sul tavolo una questione politica chiara e evidente: chi vota no alla Tav si prenderà la responsabilità politica delle scelte che seguiranno nei prossimi giorni e mesi”. Alla fine la mozione dei 5 stelle contro la Tav l’hanno votata in 110: tutti i senatori grillini, quelli di Leu, più Tommaso Cerno, ex direttore dell’Espresso eletto a Palazzo Madama col Pd oggi molto critico con i dem. “Sono in dissenso col mio gruppo. Ho formato la mozione del M5s perché chiede al parlamento di agire per tentare di evitare all’ultimo momento uno spreco colossale di denaro. Al Pd dico, ripensateci finché siete in tempo, state facendo un errore madornale”, ha detto in fase di dichiarazione di voto. Non lo hanno ascoltato: a bocciare la mozione No Tav sono stati in 180. Il blocco pro Parigi-Lione come annunciato era composto da senatori della Lega, del Pd, di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e da Emma Bonino. Quattro le mozioni a favore della Tav approvate da Palazzo Madama: quella del Pd è passata con 180 sì, quella della leader radicale ha ottenuto 181 voti, quella di Fdi è passata con 181 sì, mentre quella di Fi I ha preso un voto in più, ottenendo 182 via libera.

Lega vota col Pd, M5s: “Inciucio” – Un risultato che il Movimento 5 stelle ha commentato con toni abbastanza netti quando ancora l’assemblea era in corso. “L’inciucio è servito“, è il testo del post pubblicato su facebook dall’account ufficiale del Movimento 5 Stelle. Un commento riferito soprattutto al sostegno da parte della Lega alla mozione del Partito democratico. Pochi minuti prima dell’inizio della seduta a Palazzo Madama, i dem hanno modificato il testo della suo documento pro-Tav, depurandolo dagli attacchi al governo e riducendolo a due righe secche sul sostegno all’opera. Una decisione che ha aperto a un consenso trasversale. “È così, sono due righe, la votiamo certamente, votiamo sì“, ha detto Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio. “Abbiamo portato il Tav in Parlamento e sono venuti allo scoperto! Ma la cosa più ridicola è che la Lega li sostiene dopo che il Pd ha presentato una mozione di sfiducia su Salvini. L’inciucio è servito! Aprite gli occhi!”, attaccano i 5 stelle. “Complimenti, soprattutto per la coerenza”, incalza il senatore pentastellato Agostino Santillo e il collega Alberto Airola aggiunge: “Il Pd non finisce mai di stupire, sfiducia Salvini alla Camera e al Senato riscrive la mozione sulla Tav per andare incontro alla Lega”.

Zanda: “Dovevamo uscire”. Romeo: “Problema politico con alleati di governo”- Il voto della Lega, per la verità, non è piaciuto neanche a Luigi Zanda, tesoriere ed ex capogruppo dei senatori dem: “Sono a favore della Tav ma ho votato per disciplina del gruppo, perché politicamente sarebbe stato molto più utile uscire dall’Aula. Uscire poteva aiutare a fare emergere con più forza l’incompatibilità ormai conclamata tra Lega e M5s: c’erano ministri della Lega da una parte e M5s dall’altra. Ma sarebbe stato utile uscire dall’Aula anche per noi perché non mi è piaciuto vedere il voto Pd accostato a Lega, Fi e Fdi”. Non la pensa allo stesso modo Nicola Zingaretti, secondo il quale il premier Conte adesso deve recarsi “immediatamente al Quirinale dal presidente Mattarella per riferire della situazione di crisi che si è creata. Un governo non può non avere una sua maggioranza in politica estera e questo governo non ce l’ha”, dice il segretario dem. “Crisi di governo? Queste sono valutazioni che fa Salvini, di certo la Lega pone un problema politico ai suoi partner di governo”, dice il capogruppo del Carroccio Romeo. Tra i 5 stelle, invece, non parla Di Maio, mentre Toninelli conferma: “Ho votato a favore della mozione M5S. Vado avanti sereno e tranquillo. Le loro sono critiche generiche, io continuo a lavorare per sbloccare le opere”.

CRONACA ORA PER ORA DEL VOTO IN AULA

13.30 – Beppe Grillo al leader No Tav Perino: “Non avere numeri non è tradimento”
“La pacatezza ostentata non cambia il senso alle parole che ha usato: tradimento. Il Movimento vi ha tradito, ha tradito la Val di Susa, i No Tav e sopratutto Alberto Perino. Tradire significa qualcosa come passare dalla parte dell’avversario. La sua è una pacatezza ipocrita che fa l’occhiolino a chi si è dimenticato cosa significhi quella parola. Non avere la forza numerica per bloccare l’inutile piramide non significa essersi schierati dalla parte di chi la sostiene”. Lo scrive su Facebook Beppe Grillo replicando al leader No Tav.

13.02 – Consigliera Piemonte M5s: “Adesso tutti a casa” – “La Lega ha violato platealmente il contratto di governo. Vi prego: tutti a casa e cerchiamo di recuperare il nostro meraviglioso progetto così com’era concepito”. Lo scrive sui social Francesca Frediani, consigliere regionale M5S in Piemonte, valsusina. “Il cambiamento culturale – aggiunge – richiede tempo, abbiamo dimostrato di saper fare cose ottime per il Paese, ma la Lega ci ha trascinato nel suo baratro di ignoranza e fascismo. È l’ultima possibilità per dire basta e ripartire

12.48 – Zingaretti: “Conte vada al Quirinale” – La seduta del Senato ha dimostrato in maniera assolutamente evidente che il governo non ha più una maggioranza. Il presidente Conte si rechi immediatamente al Quirinale dal presidente Mattarella per riferire della situazione di crisi che si è creata. L’Italia ha bisogno di lavoro, sviluppo, investimenti e ha bisogno di un governo che si dedichi a questo e non ai giochi estivi di Salvini e Di Maio contro gli italiani”. Lo scrive in una nota il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti.

12.45 – Zanda (Pd): “Dovevamo uscire dall’aula” –
“Sono a favore della Tav ma ho votato per disciplina del gruppo, perché politicamente sarebbe stato molto più utile uscire dall’Aula”. Lo dice il senatore del Pd Luigi Zanda, esprimendo dissenso sulla linea scelta dal gruppo in Aula. “Uscire poteva aiutare a fare emergere con più forza l’incompatibilità ormai conclamata tra Lega e M5s: c’erano ministri della Lega da una parte e M5s dall’altra. Ma sarebbe stato utile uscire dall’Aula anche per noi perché non mi è piaciuto vedere il voto Pd accostato a Lega, Fi e Fdi”.

12.35 – Bocciata mozione No Tav, approvate quelle pro Parigi-Lione –
Bocciata in Aula al Senato la mozione M5S No Tav, passano tutte le altre mozioni a favore dell’opera: il Senato ha approvato quella del Pd con 180 sì, 109 contrari e un astenuto. La mozione Bonino ha ottenuto 181 sì, 107 no e un astenuto. Quella di FdI è passata con 181 sì, 109 no e un astenuto. Infine quella di FI ha preso un voto in più ottenendo 182 voti favorevoli, 109 no e 2 astenuti.

12.33 – Romeo: “Crisi di governo? Decide Salvini” – Crisi di governo? ” Queste sono valutazioni che fa Salvini, di certo la Lega pone un problema politico ai suoi partner di governo”. Lo dice capogruppo della Lega Massimiliano Romeo prima di lasciare il Senato.

12.15 – Cerno al Pd: “Ripensateci” – “Sono in dissenso col mio gruppo. Ho formato la mozione del M5s perché chiede al parlamento di agire per tentare di evitare all’ultimo momento uno spreco colossale di denaro. Al Pd dico, ripensateci finché siete in tempo, state facendo un errore madornale”. Lo ha detto il senatore Tommaso Cerno del Pd durante le dichiarazioni di voto sulla Tav.

12.10 – Patuanelli cita Renzi: “Era contro, M5s lo è ancora” – “E’ un’opera inutile, sono soldi spesi male. Matteo Renzi, 2013”. Il capogruppo M5S Stefano Patuanelli conclude il suo intervento in Aula citando le dichiarazioni dell’ex premier sull’utilità del Tav di sei anni. “Noi non abbiamo cambiato idea, e per questo voteremo no” alla Torino-Lione, annuncia Patuanelli tra gli applausi dei colleghi pentastellati e le urla delle opposizioni.

12.07 – Patuanelli (M5s): “Non siamo in premierato” – “La cosa surreale è dimenticarsi che questa è una repubblica parlamentare e non un premierato”. Lo ha detto il senatore Stefano Patuanelli del M5s durante le dichiarazioni di voto sulla Tav.

12.05 – Romeo (Lega) al Pd: “Non è che avete paura del voto?” – “Non è che c’è questa tensione tra i banchi del Pd perché non volete andare a votare? Paura, eh”. Lo dice il capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo, parlando in Aula in dichiarazione di voto sulla Tav.

11.54 – Romeo (Lega): “Troppi ostacoli per il governo” – “Ci sono troppi ostacoli che impediscono a questo governo di crescere. Noi vogliamo andare avanti, non indietro”. Lo ha detto il senatore Massimiliano Romeo durante le dichiarazioni di voto sulla Tav.

11.52 – Romeo (Lega): “Si apre problema politico” – “Potremmo condividere la questione identitaria ma se fate parte del governo e il presidente del Consiglio ha detto sì dovete essere a favore della Tav, non ci sono alternative”. Lo dice il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo. “Su un tema così importante avere due partiti di maggioranza, uno che vota in un modo e l’altro in un altro, pone sul tavolo una questione politica chiara e evidente: chi vota no alla Tav si prenderà la responsabilità politica delle scelte che seguiranno nei prossimi giorni e mesi”.

11. 50 – Anche Di Maio, nessun saluto con Salvini – Anche il vicepremier Luigi Di Maio è entrato in Aula al Senato, dove è in corso l’esame delle mozioni sulla Tav. Di Maio è seduto accanto ai ministri 5s Riccardo Fraccaro e Danilo Toninelli. Al momento dell’ingresso in Aula di Di Maio, l’altro vicepremier, Matteo Salvini, era fuori. Al rientro, fra i due vicepremier non c’è stato alcun cenno di saluto.

11.44 – Toninelli e Salvini in aula – Il ministro alle infrastrutture, Danilo Toninelli, è appena entrato nell’Aula del Senato, dove è in corso l’esame delle mozioni sulla Tav. Quando ha raggiunto i tavoli del governo, Toninelli è stato salutato dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro. Il Vicepremier Matteo Salvini, seduto qualche posto più in là, ha continuato a parlare al cellulare.

11.42 – Pd: “Un minuto dopo il voto, Conte vada al Quirinale” – “Il M5S sta deflagrando e sta andando in mille pezzi. Oggi voteranno in Senato contro il loro governo e contro il loro premier. Di Battista lo dice chiaramente: la mozione contro la Tav presentata da Di Maio e dal M5S è stata presentata per aprire la crisi di governo. Sono ridicoli e in confusione mentale. In tutto questo il premier Conte si rifugia in un silenzio assordante che ci auguriamo finisca un minuto dopo il voto al Senato presentandosi al Quirinale”. Lo scrive in una nota la vicesegretaria del Pd Paola De Micheli. (

11.40 – Gava (Lega): “Toninelli? Ecco a voi i giganti di cazzate”- È il commento della sottosegretaria all’Ambiente, Vannia Gava, alle dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’Infrastrutture, Danilo Toninelli, al Corriere della Sera secondo le quali Salvini sarebbe “un nano sulle spalle di giganti che lavorano”. La sottosegretaria ha definito “hashtag esilarante” le parole del ministro in un tweet postato questa mattina. “Mi sfugge una cosa…chi sarebbero i giganti? – scrive Gava – tipo quel ministro alle Infrastrutture che esalta il fiorente passaggio di automezzi nel tunnel del Brennero?? (che non esiste??), o che revoca le concessioni al suo barbiere? o ancora che vuole rendere “vivibile” per fare i picnic un ponte a 45 metri di altezza? Ecco a voi i giganti di cazzate!!”

11.30 – “Ci sono gue governi?”. Garavaglia allarga le braccia –
Ormai ci sono due governi? Alla domanda, Massimo Garavaglia accenna un sorriso e allarga le braccia. Il viceministro leghista all’Economia, dai banchi del governo, ha dato parere positivo all’opera, a nome della Lega. Subito dopo di lui, il M5s Santangelo diceva che il governo si rimette all’Aula. Di qui la domanda: ci sono due governi? Garavaglia non risponde e si limita ad allargare le braccia. Ormai ci sono due governi? Alla domanda, Massimo Garavaglia accenna un sorriso e allarga le braccia. Il viceministro leghista all’Economia, dai banchi del governo, ha dato parere positivo all’opera, a nome della Lega. Subito dopo di lui, il M5s Santangelo diceva che il governo si rimette all’Aula. Di qui la domanda: ci sono due governi? Garavaglia non risponde e si limita ad allargare le braccia.

11.25 – Rossomando (Pd): “Governo non ha più la maggioranza” – “Questo governo non ha più la maggioranza, questa è la realtà. La mozione in discussione non impegna il governo, ma il parlamento perchè il movimento 5 stelle non è in grado di impegnare nessuno. Questa è una mozione che mette in contrasto i Cinque stelle, la maggioranza del governo, con il presidente del consiglio Conte, che è il presidente di questo governo, non di quello di un altro paese”.

11.20 – Santangelo (M5s): “Il governo si rimette alla decisione dell’Aula”- . È quanto ha detto intervenendo in Aula il senatore e sottosegretario alla presidenza del Consiglio ai rapporti col Parlamento, Vincenzo Santangelo (M5s) durante le dichiarazioni di voto sulle mozioni presentate.

11.15 – Garavaglia (Lega): “Invitiamo a votare sì alla Tav” – “La posizione della Lega è nota sulla Tav da tempo, invitiamo a votare a favore di tutte le mozioni che dicono sì alla Tav, e contro chi blocca il Paese”: così il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia intervenendo in Aula a nome del governo ma esprimendo anche la posizione del suo partito.

11.10 – Di Battsta: “Pd vuole crisi? Voti mozione M5s” – “Le opposizioni, a cominciare dal Pd che accusa il governo di creare un clima d’odio, di distruggere l’economia italiana, di favorire il ritorno al fascismo, avrebbe il modo di creare la crisi votando a favore della mozione del M5S contro il Tav. Con i voti del Pd la mozione passerebbe creando uno scontro definitivo nel governo. Se io pensassi davvero ciò che dicono di pensare del governo attuale gli esponenti del Pd non avrei dubbi: cercherei ogni modo possibile ed immaginabile per farlo cadere”. A dirlo in un post su Facebook è Alessandro Di Battista che ha commentato così la modifica del testo della mozione del Pd in una versione che trova l’appoggio della Lega.

10.46 – M5s: “E’ inciucio Pd-Lega, aprite gli occhi” – “Abbiamo portato il Tav in Parlamento e sono venuti allo scoperto! Ma la cosa più ridicola è che la Lega li sostiene dopo che il Pd ha presentato una mozione di sfiducia su Salvini. L’inciucio è servito! Aprite gli occhi!”. È la dura reazione del Movimento 5 stelle alle parole del capogruppo leghista Romeo.

10.45 – Romeo (Lega): “Sostegno a mozione Pd-Fi-FdI” – “E’ così”, la Lega voterà no alle mozioni di M5s e Leu contro la Tav e voterà sì alle mozioni di Pd, Fi, Fdi e Bonino a favore dell’opera. È la conferma arrivata dal capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo, interpellato a margine dei lavori dell’Aula. Dopo che la mozione Pd è stata tagliata e ridotta solo a tre righe per impegnare il governo a proseguire l’opera, il testo ha conquistato il pieno sostegno del Carroccio, accantonando così l’ipotesi di votarla per parti separate.

10.35 – Airola (M5s): “Pd sfiducia Salvini ma riscrive la mozione per la Lega” – “Il Pd non finisce mai di stupire: mentre alla Camera presenta una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini, al Senato riscrive la mozione sul Tav per andare incontro alla Lega. In questo quadro il senatore Laus ha anche il coraggio di venire a dare lezioni a noi! Di cosa in particolare? Di coerenza?”. È l’attacco lanciato dal senatore del Movimento 5 Stelle Alberto Airola che in una nota ha commentato così la decisione dei dem di modificare il testo della loro mozione, togliendo il secondo punto, che chiedeva anche l’impegno “ad adottare ogni iniziativa utile a superare l’attuale blocco di svariate grandi opere”, e anche le oltre tre pagine di premesse che ripercorrevano la travagliata storia dell’opera criticando il Governo.

10.17. Intervento di Martelli, gruppo misto, contrari alla Tav – “Ridistribuire i costi non è un regalo a Macron. Diciamo le cose come stanno senza trovare di volta in volta un capro espiatorio. Non c’è un’idea di cosa farci con questo tunnel, perché se ci fosse stato la linea sarebbe stata completata subito. Questa direttrice è morta, perché il traffico nel frattempo è stato deviato nei trafori della Svizzera che al momento controlla gli spostamenti merci. Ora come ora il trasporto ferroviario nell’Ue rimane comunque marginale rispetto a quello su gomma. Oltretutto se si vuole spostare il trasporto merci tutto da gomma a rotaia questa cosa va imposta per legge come ha fatto la Svizzera, non lo si può lasciare al libero mercato”.

10.12 – Intervento di Gallone (FI) – “Pensavamo vi foste messi l’anima in pace dal momento che siete rimasti gli unici a dire no alla Tav. Volete dirci come intendete rispondere a cittadini e imprese stando fermi a guardare? Voi non avete a cuore le sorti dell’Italia, con egoistica presunzione basta la vostra isola felice dove raccogliere voti. Noi vogliamo l’Italia locomotiva d’Europa”.

10.05 – Salvini replica all’attacco di Toninelli – “Gli insulti di Renzi, della Boschi e del Pd mi divertono, gli attacchi quotidiani dei 5Stelle mi dispiacciono. Come si fa a lavorare così?”. Così ha twittato il ministro dell’Interno replicando alle parole del ministro dei Trasporti Toninelli che, in un’intervista al Corriere lo ha definito “un nano sulle spalle di giganti che lavorano”.

10.02 – Inizia la discussione, intervento di Laus (Pd), proteste in Aula dei 5 Stelle – “Su un punto sono d’accordo con il vicepresidente Salvini, perché lui ha sostenuto e sostiene che il M5s e non è in grado di rappresentare il sistema infrastrutturale di questo Paese. Ministro Toninelli, dimettiti, vai a casa. La Tav non attiene solo al Piemonte ma il destino internazionale del nostro Paese. Abbiamo perso fin tropo tempo – ha aggiunto – diamo attuazione alle opere. Ma come si fa a rendere ricevibile una mozione così truffadina che può essere accolta solo da una delle Camere e non da entrambe. Siete vergognosi – ha detto rivolgendosi ai 5S che hanno vivacemente protestato -. Oggi avete inaugurato l’alta velocità del pensiero perché siete riusciti a cambiare idea in un anno, complimenti”.

10.00 – Pd modifica il testo della sua mozione pro Tav – Il nuovo testo presentato consiste in sole due righe: “impegna il governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per consentire la rapida realizzazione della nuova linea ferroviaria Tav Torino-Lione”. Sono state tolte così tutte le premesse che ricostruivano l’iter dell’opera e contenevano critiche nei confronti delle posizioni assunte da governo e maggioranza attuali. A questo punto perciò il testo potrà essere votato da tutte le forze politiche favorevoli all’infrastruttura, compresa quindi la Lega, che avrebbe potuto chiedere un voto per parti separate per evitare di pronunciarsi a favore di quei contenuti critici nei riguardi dell’esecutivo.

9.56 – Saccone (FI) rilancia la linea del via libera alla Tav – “Qui c’è la lettera del vostro presidente del Consiglio Conte che dà il via libera al proseguimento dei lavori, con questa mozione state ingannando non solo il Paese ma anche voi stessi, gli italiani vi stanno voltando le spalle. Con il ‘vaffa-day’ non si governa. Abbiamo perso un intero anno perché la commissione costi-benefici di Toninelli ha perso un anno e chi ha era contrario con quella relazione è stato cacciato”.

9.55 – Stretta di mano in Aula tra Garavaglia (Lega) e Fraccaro (M5s) – Segni di “distensione” in Aula fra le due componenti del governo: il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia (Lega), e il ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro (M5S), seduti uno di fronte all’altro ai banchi del Senato, si sono scambiati alcune battute, sorridendo e terminando con una vigorosa stretta di mano.

9.50 – Pichetto Fratin presenta la mozione di Forza Italia pro Tav – “Non avremmo voluto ridiscutere scelte maturate da diversi anni. Nel 2012 sono iniziati i lavori, ricordo. La scelta che oggi faremo investe i giovani, e quello odierno non può essere diventato un dibattito per riempire i media di dichiarazioni. Non si infrangono impegni istituzionali. L’Italia è in una posizione strategica, è crocevia dei traffici del mondo e può esserlo ancora di più oppure essere tagliata fuori. La scelta che faremo in quest’Aula riguarda non solo noi ma anche i giovanissimi. Forza Italia non ha mai avuto dubbi su quest’opera anche per la sostenibilità ambientale e per lo sviluppo economico senza tentennamenti. Per questo chiediamo la conferma degli impegni assunti”.

9.41 – De Petris presenta mozione Leu no Tav – “Oggi ho ancora più motivi di ieri per considerare quest’opera assolutamente inutile, sbagliata e dannosa. Non è vero che fermare la Tav costa di più che realizzarla. Tutto si basa su una promessa della Commissione Europea di dare altre risorse, portando il finanziamento del tunnel al 55%, ma è ancora tutto da vedere. Ma anche per gli elementi che sono oggettivi di una diminuzione drastica del traffico su quella tratta, il Governo aveva tutti gli elementi per sospendere l’opera, quantomeno ricontrattarla, e invece accelera. Quella di oggi è una farsa, a marzo avevamo già fatto una discussione sulle mozioni, ora i M5s si mascherano dietro una mozione che impegna il Parlamento escludendo il presidente del Consiglio che è quello che ha detto che l’opera si farà. Per questo noi chiediamo al governo di impegnarsi a non realizzare l’opera”.

9.31 – De Bertoldi presenta mozione FdI pro Tav – “Siete rimasti solo voi del M5s a dire di no alla Tav, ci credono tutti, gli imprenditori, le industrie e tutti i partiti in questo parlamento ma ci crede anche il piemonte e l’europa che mette la quota più alta. Non sarebbe meglio avere il coraggio di dire ci siamo sbagliati? Alla senatrice Pirro dico altro che treni dei pendolari, nel momento in cui l’Italia diventa un paese oltremodo periferico d’europa non ci saranno più perché dovranno andare all’estero a lavorare. La Tav è porre l’Italia al centro delle vie di comunicazione europee e voi con la vostra mozione fatta per salvarvi la faccia rischiate di tagliarla fuori”.

9.20 – Nencini presenta la mozione del Pd: “Se passa Tav è vittoria del Parlamento” – “Non c’è una presa di posizione ufficiale della Lega, legata ad un testo da votare oggi qui in Aula. Se la lega non presenta un documento in discussione tanto tuonò che poi piovve. La minaccia di elezioni anticipate che Salvini sventola costantemente cade nel vuoto, l’occasione sarebbe stata oggi, avendo un governo diviso e un presidente del Consiglio che ha preso un impegno condiviso davanti agli italiani e non può tornare indietro. La Lega fa della realizzazione della Tav una battaglia politica – ha spiegato Nencini – ma oggi non presenta una propria mozione, quindi non c’è una posizione formale della Lega. La vittoria sarà di una maggioranza parlamentare che dice sì a un’opera assolutamente indispensabile per l’Italia. Se questa decisione verrà valutata positivamente potremo dire viva il Parlamento”. Nencini ha poi definito una “bestemmia” la mozione M5S: “Non ho memoria – ha spiegato – di una mozione che impegna il Parlamento medesimo. Se vi fosse stato un recedente, oggi sarebbe stata l’occasione per togliere quel precedente

9.05 Al via la discussione, Pirro presenta mozione M5s no Tav – La Tav è una “idea vecchia di almeno 30 anni”. Ha esordito così la senatrice M5s Elisa Pirro nel suo intervento di illustrazione della mozione pentastellata contro la Tav. “Il M5s ha – ha aggiunto – ha fortemente voluto che nel contratto di governo fosse scritto che il progetto Tav sarebbe stato ridiscusso integralmente. L’impegno assunto aveva come oggetto la realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario misto merci-passeggeri la cui entrata in funzione doveva essere alla data di saturazione delle opere esistenti, cosa ancora oggi non avvenuta”. Nel ribadire la contrarierà alla Tav, “pensiamo che bisogna dire sì a investimenti che permettano alle persone di non sprecare ore nei loro spostamenti”, piuttosto che “a far arrivare patate o bulloni 40 minuti prima a Lione”.

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