Una sede alternativa entro il 15 novembre 2019. L’assessore alla cultura del comune di Bologna, Matteo Lepore, si è impegnato con gli esponenti del centro sociale ‘Xm24’, sgomberato in mattinata fra le proteste degli attivisti. Alcuni dei manifestanti, asserragliati per 12 ore sul tetto dei locali in via Fioravanti, nella periferia del capoluogo emiliano, hanno quindi scelto di lasciare il presidio e raggiungere i 500 che stavano protestando in strada, mentre una ruspa abbatteva l’ex mercato ortofrutticolo occupato da 17 anni.

L’accordo è stato trovato nel pomeriggio dopo 2 ore di incontro convocato presso la Questura di Bologna. Nel verbale di incontro, siglato da Lepore e dalla delegazione di Xm24, si “riconosce l’importanza della progettualità politica, sociale e culturale dello spazio pubblico Xm24” e “ci si impegna a trovare una nuova sede adeguata in cui far ripartire le attività dello spazio quanto prima e non oltre il 15 novembre 2019, a partire dalla valutazione degli immobili precedentemente proposti da Xm24 in data 1 agosto”. I prossimi incontri si svolgeranno in Comune a cadenza quindicinale.

“Siamo partiti con la ruspa di Salvini e vorrei finire con la barca di Bologna, che penso sia il simbolo più importante e su cui tutti dovremmo stare”, ha commentato Lepore. “La ruspa è una propaganda che riguarda Salvini. A me interessa semplicemente trovare un percorso per far sì che le attività sociali e culturali di questa città vadano avanti”. D’altronde, ha concluso Lepore, “lo abbiamo fatto per altri e non vedo perché non debba valere per ‘Xm24’: questa è la vera cosa che ci distingue da altre città e da altre realtà politiche”.

La ruspa e gli agenti in assetto antisommossa sono entrati in azione alle 5.30. Carabinieri e polizia sono entrati dentro il centro sociale, dove si sono radunate decine di attivisti. “Forze dell’ordine impegnate fin dall’alba – ha commentato su Facebook il ministro dell’Interno Matteo Salvini, postando un video delle operazioni – Molto bene, la musica è cambiata: ordine, legalità e democratiche ruspe!”.

“Resistiamo e resisteremo contro il nulla che avanza“, avevano annunciato nei giorni scorsi i militanti del centro dopo un incontro in Comune alla ricerca di nuovi spazi, “prepariamoci tutte e tutti a una giornata che avremmo voluto non arrivasse mai. Stravolgeremo le loro aspettative e i loro cliché come sempre abbiamo fatto: 17 anni di pazzie non possono essere fraintesi e sarà una risata che li seppellirà”. Per diverse ore gli attivisti sono rimasti asserragliati all’interno dello spazio e sul tetto. “Xm24 non lascia che il nulla avanzi – hanno comunicato gli attivisti in un messaggio – Il Comune è costretto ad accettare un tavolo di trattativa convocato tra poche ore”. Prosegue, intanto, il presidio degli attivisti sul tetto e di altri, un centinaio, nel parco adiacente all’ex mercato ortofrutticolo.

Lo spazio pubblico autogestito Xm24 dal 2002 occupa i locali dell’ex mercato ortofrutticolo in via Fioravanti 24, a pochi passi dalla nuova sede del Comune di Bologna e nel cuore del rione Bolognina, nella prima periferia della città. Fu il sindaco Giorgio Guazzaloca a proporre, 17 anni fa, il trasferimento di un gruppo di collettivi nell’edificio per il quale si raggiunse, tra le parti, un accordo per una concessione temporanea. Terminati alcuni lavori all’interno dello stabile, gli attivisti hanno iniziato ad organizzare le loro attività.

Negli anni successivi, mentre il Comune varava un piano di riqualificazione della zona e dava il via ai lavori per la realizzazione di un piano di costruzioni immobiliari, è iniziata la discussione sul futuro di Xm24. A dare un’idea del confronto, tra lo spazio autogestito e l’amministrazione, è stato anche l’artista Blu che ha realizzato il murales ‘Occupy Mordor’ che, tre anni fa, ha cancellato con un manto di vernice grigia per protestare contro una mostra sulla ‘street art’ organizzata in città. A fine 2013 è stato trovato un nuovo accordo per una convenzione triennale e sono proseguite le attività nello stabile di via Fioravanti.

Nel 2016, scaduta la convenzione, gli attivisti sono rimasti all’ex mercato ortofrutticolo, e, il 25 luglio di quest’anno, è scaduto il termine ultimo per liberare gli spazi. Il Comune ha annunciato di volere realizzare, al posto dello stabile, 10 appartamenti di co-housing. Gli attivisti di Xm24, dichiarando di non avere ricevuto proposte concrete per sedi alternative, hanno organizzato in risposta una manifestazione in giugno e interrotto le sedute del Consiglio comunale per chiedere un confronto sulla ricerca di uno stabile per le attività dello spazio pubblico autogestito. Un confronto che, nonostante alcune proposte, non ha portato ad alcun accordo.

Qualche giorno fa gli attivisti hanno cancellato i murales sulla facciata dell’edificio, che la Soprintendenza voleva tutelare perché diventato un luogo significativo per lo sviluppo della street art, per protestare contro un possibile sgombero.

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