“Sold out. Chiuso per sovrasfruttamento”. Se andassimo a fare la spesa questo è il cartello che troveremmo oggi sul pianeta Terra. Secondo il Global footprint network, oggi è la giornata dell’Earth Overshoot.

Le risorse naturali del Pianeta, almeno per quest’anno, sono finite. L’anno scorso la giornata cadeva il primo agosto, ma continuiamo a macinare record, così come dimostra anche il riscaldamento globale che avanza. Se il 2018 è stato il quarto anno più caldo di sempre, il 2019 figura ad ora tra gli anni più bollenti del Pianeta, con il mese di giugno che è stato il più caldo mai registrato in 140 anni di rilevazioni delle temperature.

Cosa possiamo fare per invertire la rotta? Secondo il Global footprint network se riuscissimo a dimezzare le emissioni di anidride carbonica, l’Overshoot day si sposterebbe di circa tre mesi. Se riducessimo produzione e consumi mondiali di carne del 50% e li sostituissimo con una dieta vegetariana, rimanderemmo l’Overshoot day di cinque giorni.

A volte ci preoccupiamo poco dell’impatto dei nostri consumi sul Pianeta, è ora di iniziare a farlo. Anche e soprattutto in questa estate a tratti torrida, a tratti funestata da trombe d’aria, che mietono purtroppo vittime innocenti.

L’80% della deforestazione del mondo è causata dalla produzione intensiva di materie prime, soprattutto agricole. Soia, olio di palma, cacao, carne, avocado, sono i principali indiziati. Stiamo decimando le foreste per far posto all’agricoltura massiva e industriale.

Occhio a quello che mettiamo in tavola. Se del legame tra soia o olio di palma e deforestazione si è detto molto, quello dell’avocado è un esempio ancora poco conosciuto. Si tratta di un frutto delizioso, ma purtroppo al centro di alcuni conflitti per le risorse idriche. Il Cile è il terzo esportatore di avocado al mondo. Quando nel 2006 sono arrivate le grandi aziende per coltivare il frutto tropicale, l’acqua è iniziata a scarseggiare e, per legge, in Cile l’acqua è un bene che è possibile possedere e commerciare.

Ecco come ci stiamo mangiando il pianeta e le sue risorse, ma consumare meno e meglio è possibile, ridurre le coltivazioni non sostenibili oppure dimezzare il consumo di carne, latte e derivati è una bella sfida, ma possiamo farcela se anche i decisori politici fanno la loro parte. Nel 2021 l’Unione europea applicherà la nuova “Politica Agricola Comune” (PAC) ovvero l’insieme di regole per l’assegnazione di sussidi e incentivi agli agricoltori e allevatori europei. Greenpeace chiede all’Unione europea e al governo italiano di tagliare i sussidi agli allevamenti intensivi e sostenere aziende agricole che producono con metodi ecologici.

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