Sono almeno quattro i morti nella sparatoria avvenuta in una delle maggiori manifestazioni della California dedicate al cibo, il Gilroy Garlic Festival di San Jose. Lo riporta la polizia locale, riferendo di diversi feriti, almeno undici. Tra le vittime c’è anche un bambino di sei anni, Stephen Romero. I colpi di arma da fuoco sono stati sparati durante la manifestazione, un appuntamento annuale a cui lo scorso anno hanno partecipato 80mila persone.

A sparare sarebbe stato un uomo sui 30 anni armato di un fucile: lo afferma Julissa Contrera, una testimone della sparatoria, all’Nbc. “Era in grado di sparare tre o quattro colpi al secondo” riferisce, e aggiunge: “Sparava in tutte le direzioni. Era preparato per il gesto”. Secondo gli ultimi aggiornamenti, uno dei sospettati per la sparatoria è morto, dopo essere stato isolato dalla polizia, mentre un altro sarebbe in fuga. Uno dei due, secondo alcuni testimoni, indossava un giubbotto antiproiettile e pantaloni stile militare. Lo riferiscono alcuni media locali.

“Questa è una delle conferenze stampa che non si vorrebbero mai avere. Uno di quegli incubi che non si vorrebbero mai fare”, dice il capo della polizia di Gilroy, secondo il quale il killer è entrato al festival tagliando una recinzione. “Potrebbe esserci un secondo sospettato” aggiunge, invitando tutti a consegnare agli agenti video sull’incidente.

Quella che si è consumata nella notte è l’ennesima strage legata alle armi da fuoco negli Stati Uniti. Un elenco lunghissimo di “mass shootings“, come vengono definiti negli Usa, che solamente quest’anno ha già visto nove gravi incidenti: appena sabato notte, si era verificata un’altra sparatoria a New York, dove due uomini avevano aperto il fuoco durante una feste di quartiere a Brooklyn, uccidendo un uomo di 38 anni e ferendone altri 11. Secondo il sito Gun Violence Archive, quello di Gilroy sarebbe il 246esimo episodio di violenza di questo tipo solamente nel 2019, su un totale di quasi 32mila incidenti, con 8.438 morti.

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