Non esiste la politica. Esistono nomi e cognomi. Esistono il centrodestra, il centrosinistra e gli sfessati, che sono quelli per i quali molti di voi hanno votato. Pentitevi“. E’ la battuta sarcastica del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, durante il suo intervento al convegno “Mezzogiorno questione nazionale. Quali scelte per lo sviluppo e le infrastrutture?”, promosso a Napoli dalla Filt-Cgil.
De Luca, oltre che sul M5s, ironizza anche sul segretario regionale calabrese della Filt-Cgil, Nino Costantino, che ha indetto l’iniziativa “La lunga marcia”, un cammino a piedi durato sei giorni per 150 km nella provincia di Reggio Calabria, al fine di denunciare lo stato disastroso delle infrastrutture della regione.

Il politico dem aggiunge: “Pentitevi e andate a Pompei. Fate come il dirigente della Calabria che ha fatto 150 km a piedi per i peccati commessi da voi. Mi auguro che avesse un motorino elettrico, perché 150 km sono tanti”.
Poi lancia la prima stoccata al centrosinistra: “Bisogna parlare chiaro in Italia. In questo senso c’è bisogno della sinistra. E dobbiamo capire bene cosa sia, perché la sinistra non può essere la quantità di chiacchiere o di propaganda prodotte, ma la capacità di trasformare la realtà”.

E nell’illustrare il programma della viabilità della Regione Campania afferma: “Abbiamo investito 550 miloni di euro per finanziare le strade di enti provinciali che non hanno più euro, a causa della riforma delle Province fatte dal centrosinistra, che è stata una grande, immensa puttanata“.
Inevitabile il riferimento al ministro Danilo Toninelli: “Abbiamo bloccato 430 milioni di euro per la strada a scorrimento veloce Lioni – Grottaminarda, che rimane appesa. Ieri è venuto in Campania il sedicente ministro delle Infrastrutture, che ha raccontato tutta una serie di palle. C’era solo una cosa concreta su cui doveva rispondere: perché non sblocca la Lioni – Grottaminarda? Lui è uno di quelli che avete votato in un momento di distrazione“.

De Luca, poi, nello stigmatizzare le autonomie differenziate, richiama con toni preoccupati l’attenzione sul leader della Lega e sciorina gli errori del suo partito, dal codice degli appalti alla scuola fino alla riforma della pubblica amministrazione e alla sicurezza: “E’ chiaro cosa significa Salvini? No, perché noi ci innamoriamo ciclicamente di qualche politico. Il centrosinistra è stato mandato a casa perché ha fatto tutta una serie di imbecillità. E in democrazia, quando sbagli, è giusto che te ne vai a casa. Dei temi della sicurezza ancora oggi parliamo con imbarazzo. La linea di una forza progressista deve sempre avere due facce: quella dell’umanità, della solidarietà, dell’accoglienza e quella del rigore nel difendere la sicurezza delle nostre famiglie senza imbarazzi – continua – Le forze progressiste di sinistra devono imparare a parlare chiaro, perché se sui temi della sicurezza perdi il voto degli operai, dei lavoratori, della povera gente, vuol dire che non hai capito niente. Non è che chi chiede sicurezza sia sempre una carogna o un fascista. Magari è un padre di famiglia che vuole stare tranquillo e vuole vedere rispettata la serenità della sua famiglia. Punto. E ancora non abbiamo imparato”.

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