Un maxi-incendio si è sviluppato in un deposito di rifiuti speciali a Settimo Milanese, paese alle porte di Milano. Al lavoro dall’alba ci sono decine di vigili del fuoco, uomini del 118, polizia e carabinieri, tutti allertati dai cittadini che si sono svegliati vedendo un’alta colonna di fumo sollevarsi dal capannone, un’area di 1400 metri quadri in via Sabin.

Il fumo, nero e denso, è visibile dalla tangenziale Ovest e da tutte le strade nella zona ovest del capoluogo lombardo. Secondo le prime informazioni, la parte più delicata dei materiali pericolosi e speciali che l’azienda trattava non sarebbe stata intaccata dalle fiamme. I circa 50 vigili del fuoco intervenuti sono riusciti a evitare la totale distruzione del deposito. Secondo le prime informazioni, non ci sarebbero vittimeferiti. Non è ancora noto se il rogo abbia origini dolose o meno. Di certo, si tratta dell’ennesimo incendio che si sviluppa in un deposito o impianto di trattamento dei rifiuti in Lombardia.

Un fenomeno che, durante l’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario, aveva spinto il procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso, a parlare dell’ipotesi di “un’unica regia” dietro i numerosi roghi registrati nel corso del 2018, compreso quello nel deposito della Bovisasca, alla periferia del capoluogo regionale, che bruciò per giorni allarmando la popolazione.

Le fiamme all’interno dei capannoni della ditta Effec2 srl si sono sviluppate prima dell’alba, probabilmente a notte fonda. L’edificio interessato, di circa 800 metri quadrati, ha una forma ad ‘L’ e in un’ala si trovano stoccati rifiuti pericolosi che non sarebbero stati intaccati dall’incendio.

Si tratta di polveri derivate dal “processamento di scarti industriali”. Sul posto per i rilievi del caso si trova l’Arpa, mentre il Nucleo Nbcr dei Vigili del fuoco di Milano, che ha ha fatto i primi monitoraggi, non avrebbe rilevato situazioni di grave e immediata emergenza. La polizia di Stato, presente sul posto, conferma che non ci sarebbe una situazione di particolare gravità.

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