Un incontro storico, il terzo dopo quelli di Singapore e Hanoi, annunciato via Twitter dallo stesso Donald Trump a margine del G20. Il tycoon è il primo presidente Usa ad avere oltrepassato il confine della Corea del Nord, passando, da solo e a piedi, dalla zona demilitarizzata delle due Coree. E proprio sul confine ha stretto la mano a Kim Jong un, che gli ha fatto varcare la linea che divide i due paesi. Pochi passi che però rappresentano una tappa importante della strategia diplomatica tra Pyongyang e gli Stati Uniti. Il presidente sudcoreano Mon Jae-in, che secondo i media ha fortemente voluto l’incontro, in conferenza stampa congiunta tenuta a Seul ha lodato i due leader “per essere stati così coraggiosi” ad accettare il meeting. “Spero che il presidente Trump entri nella storia come il presidente che ha raggiunto la pace nella penisola coreana”, ha detto. Il meeting ha rappresentato un altro momento storico delle relazioni tra i due Paesi, nonché il primo faccia a faccia, anche se breve, tra i leader dopo il fallimento del summit di fine febbraio ad Hanoi, in Vietnam, sulla denuclerizzazione della penisola. Un tema che, ha detto il presidente Usa, sarà al centro dei colloqui tra le delegazioni dei due stati tra “due o tre settimane”.

I passi oltre il confine – Trump è prima arrivato nella zona demilitarizzata Dmz con il suo elicottero, dove ha visitato per la prima volta la torretta d’osservazione. “Qui c’era un grande conflitto, un tremendo conflitto e morte tutto qui intorno. Era un posto pericoloso, molto pericoloso. Adesso – ha aggiunto – sembra estremamente pacifico. È un mondo completamente differente e lo dico ancora per quelle persone che dicono che niente è stato raggiunto”. Tutto è cambiato da quando “ho iniziato a incontrare” Kim, ha aggiunto. Poi si è avviato a piedi verso il confine dove lo aspettava il leader nordcoreano e ha varcato il confine. “Mi sento benissimo”, ha commentato subito dopo Trump, mentre Kim gli andava incontro. La stretta di mano tra i due è avvenuta quindi in Corea del Nord. “È un piacere vederti di nuovo”, ha detto il tycoon, che ha aggiunto: “È un onore per me quello di essere qui. Non me lo aspettavo. Passare la linea di confine è stato un grande onore. C’è grande amicizia tra noi. Molte cose positive sono successe e succederanno. Ci siamo già incontrati e ci siamo piaciuti, è molto importante tutto questo”.

Il supremo comandante ha ricambiato, dicendo che “non si sarebbe mai aspettato” che si sarebbero potuti incontrare qui, a Panmunjom. Trump, prima di partire a bordo del suo elicottero, aveva detto che era impaziente di incontrare Kim e “di potergli stringere la mano e di salutarlo”. Il presidente Usa ha poi invitato Kim a Washington. “Vorrei invitarlo adesso e alla Casa Bianca“, ha aggiunto subito dopo, nel mezzo del loro terzo incontro, e ha ringraziato il leader nordcoreano per aver risposto al suo invito su Twitter e averlo incontrato nella zona demilitarizzata. “Se non si fosse fatto vivo, la stampa mi avrebbe fatto apparire molto male”, ha detto Trump. L’incontro privato e informale tra i due si è concluso dopo circa un’ora al villaggio di Panmunjom: il tycoon ha accompagnato il supremo leader verso la linea di demarcazione dove si sono fermati a parlare per alcuni minuti ancora prima del commiato.

I due Paesi hanno quindi annunciato di far ripartire i colloqui a livello operativo. “Nelle prossime settimane designeremo un team perché lavori a un accordo ad ampio raggio. È un grande giorno. Poi vediamo cosa succede”, ha detto il presidente Donald Trump, parlando ai media dopo aver accompagnato il leader Kim Jong-un al Nord. Il tycoon ha ribadito che “non c’è fretta”. Delle sanzioni, che restano attualmente in vigore, “a un certo punto parleremo durante i negoziati”. Trump ha anche annunciato che le delegazioni degli Stati Uniti e della Corea del Nord avvieranno “nelle prossime due o tre settimane” colloqui sul programma nucleare di Pyongyang.

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