È rimasto sott’acqua, a faccia in giù, per circa tre minuti prima che qualcuno si accorgesse di lui. È morto così Edoardo Bassani, il bimbo di quattro anni annegato mercoledì pomeriggio in una piscina a Mirabilandia, a Ravenna. A mostrare come sono andate le cose sono stati i video delle telecamere interne del parco di divertimenti, sequestrati dagli investigatori. Nella giornata di sabato si attendono i risultati dell’autopsia.

Nelle immagini si vede la madre lasciare il bimbo vicino a uno scivolo con circa 30 centimetri di acqua dicendogli di restare lì fermo perché lei sarebbe tornata a breve. Il bambino invece si sposta verso una baby-dance, prima giocando e poi annaspando. Alla fine, annega in 110 centimetri d’acqua. Il corpo quindi si sposta per le correnti della piscina fino al punto dove verrà poi trovato. Nel frattempo i bimbi attorno, ignari, continuano a giocare: qualcuno lo sfiora o gli passa sotto in apnea.

Il video dura circa otto minuti, dal momento dell’allontanamento della madre fino ai soccorsi, quando già la donna lo stava cercando. Per circa tre minuti il bimbo è rimasto a faccia in giù in acqua. Con i risultati dell’autopsia, si chiuderà la prima parte dell’inchiesta sulla sua morte. Dopo gli accertamenti la Medicina del lavoro dell’Ausl punterà a scandagliare i protocolli legati alla sicurezza interna del parco e verificherà il rispetto di tutte le norme di settore. Per ora, sono una decina le persone indagate per omicidio colposo in cooperazione. Anche se l’unica formalmente avvisata è la madre.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Abruzzo, la Regione usa 80mila euro di fondi statali destinati allo sviluppo per bonificare l’area del concerto di Jovanotti

next
Articolo Successivo

Maltempo a Torino, fiume di acqua e grandine per le strade di San Mauro: vie e abitazioni allagate. Le immagini

next