Associazione mafiosa dedita al traffico e allo spaccio di droga, estorsione, usura, detenzione illegale di armi. Sono queste le accuse ipotizzate dal pm Giovanni Musarò nei confronti di 63 persone legate ai Casamonica. Per loro la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio.
Nelle prossime settimane sarà fissata l’udienza preliminare per il procedimento che racchiude l’attività di indagine svolta negli ultimi quattro anni, durante i quali sono stati effettuati diversi arresti e sequestri.

La famiglia dei Casamonica, attiva in particolare nell’area est di Roma, è coinvolta in diversi processi, operazioni e indagini: l’ultima sentenza, di aprile, aveva stabilito che il clan è un’associazione di stampo mafioso, al cui vertice c’era Giuseppe Casamonica. Un risultato raggiunto grazie alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, in particolare di una donna della famiglia che aveva deciso di denunciare e raccontare ai magistrati quello che sapeva sull’organizzazione mafiosa.
Negli anni il gruppo si è via via rafforzato, attraverso vincoli di sangue, riuscendo ad avere un controllo ferreo del territorio. L’attenzione mediatica sulla famiglia si era accesa nel 2015 a seguito dello spettacolare funerale di Vittorio Casamonica nella chiesa di San Giovanni Bosco, al Tuscolano.

 

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