“Nelle ultime settimane di vita di disse che aveva il terrore che quello scritto da lui andasse perso”. A rivelarlo in un’intervista a Vieni da Me è Roberta Bellesini, la vedova di Giorgio Faletti, che è stata ospite di Caterina Balivo, a cui ha rivelato diversi particolari inediti della vita privata e professionale del defunto marito. “Ci conoscemmo a casa di amici durante una partita di calcio, la finale degli Europei del 2000. Sapevo chi era, mi piaceva anche quello che faceva in tv. I suoi personaggi avevano un umorismo che non erano volgari ma raccontavano la vita piemontese”.

“‘Io Uccido’ lo scrisse in circa tre mesi. Una volta avuta la storia in testa ci mise poco a scriverlo. Poi iniziarono ad accusarlo che qualcuno gli aveva scritto il libro,questo lo fece soffrire. Il giorno dell’uscita del libro fu colpito da un ictus. Aveva la presentazione a Milano ma fu costretto in ospedale per due mesi. I medici mi dissero che l’unico farmaco che poteva aiutarlo era ancora in fase sperimentale e io mi presi la responsabilità. Andò bene”. Poi arrivò il loro matrimonio: “Me lo chiese in ospedale”.

Lei e Faletti affrontarono insieme la malattia: “L’ultimo mese, diceva: vabbé, a un altro sarebbero servite tre vite per avere le mie soddisfazioni”, ha ricordato Roberta che poi ha rivelato di cosa avesse più paura lo scrittore. “Che si dimenticassero del suo lavoro. Perciò, in maniera quasi ossessiva, porto avanti i suoi progetti, anche se tocco le sue cose e ho sempre dentro un dolore. Anni fa ho prodotto un suo album. Costringermi ad ascoltare la sua voce è ancora devastante”, ha concluso.

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