L’arresto di Marco Carta non è stato convalidato, ma lui resta indagato per furto aggravato in concorso: il processo è stato fissato a settembre. È la decisione che il giudice di Milano ha preso per il cantante, arrestato ieri sera con l’accusa di aver rubato sei magliette del valore di 1200 euro alla Rinascente di piazza del Duomo. Carta era stato posto ai domiciliari. Oggi, 1 giugno, alla fine del processo per direttissima il giudice non ha convalidato l’arresto dell’ex concorrente di Amici e non ha applicato alcuna misura cautelare. Ma l’ha comunque rinviato a giudizio per furto aggravato in concorso con la donna che lo accompagnava. Nella borsa della 53enne, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, sono state trovate le sei magliette rubate e un cacciavite. Il processo per entrambi inizierà a settembre.

E il Corriere della Sera riporta la versione di un addetto della sicurezza del grande magazzino. Carta e la sua amica si trovavano alla Rinascente la sera del 31 maggio: una volta raggiunto il camerino “la donna resta fuori e passa le maglie, una per una, al ragazzo all’interno del camerino. Finito di passare gli abiti, la donna dà al ragazzo anche la sua borsa. Il tutto dura qualche minuto”. Quindi, dopo pochi minuti, e sempre secondo l’addetto alla sicurezza, Carta esce dal camerino ma senza la magliette che “nessuno dei due ha più in mano“: quando i due vengono fermati le t-shirt vengono trovate nella borsa della signora che accompagnava il cantante.

Stando alla ricostruzione dell’addetto alla sicurezza, Carta entra in bagno. I due comprano poi “due costumi da uomo, va alle casse e li paga. Poi entrambi imboccano l’uscita su piazza Duomo”. Ma le barriere antifurto suonano per via di un tipo di sensore che era rimasto sulla merce. Carta ha attribuito tutta la responsabilità alla donna, che ha confermato questa versione. I video delle telecamere interne della Rinascente saranno ora fondamentali nel processo per verificare la testimonianza degli addetti alla vigilanza. Il cantante si è dichiarato estraneo ai fatti e ha aggiunto di non voler rivelare chi aveva le magliette: “Non faccio la spia”.

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