“Un ottimo risultato considerato il luogo“. Prova a vedere il bicchiere mezzo pieno Diego Fusaro, il filosofo noto grazie alle continue apparizioni televisive, che si era candidato sindaco di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. Ha preso 281 voti, pari al 2,84%, classificando quinto su cinque aspiranti primi cittadini. “Come diceva Silone – continua –  è il seme sotto la neve. Abbiamo difeso la legalità come Klaus Davi a San Luca”.

Come quella di Fusaro, però, anche la candidatura di Klaus Davì non ha scaldato i cuori dei calabresi. Il paesino della Locride non aveva un sindaco da sei anni, precisamente dal 2013, anno in cui fu sciolto per infiltrazioni mafiose. Nel 2015 le elezioni non furono valide perché, in presenza di una sola lista, non fu raggiunto il quorum, mentre negli anni successivi nessun candidato si era presentato alle elezioni. Questa volta era stato il massmediologo svizzero a immolarsi e scendere fino alla punta dello Stivale. Gli abitanti di San Luca, però, non hanno gradito: a Klaus Davi sono andati solo 137 voti, pari al 9,79%, contro i 1.231 dell’infermiere in pensione Bruno Bartolo.

Fusaro e Klaus Davi non sono gli uniti vip “trombati” alle amministrative. Sempre in Calabria, per esempio, ha fatto notizia la bocciatura di Mimmo Lucano nella sua Riace. L’ormai ex sindaco, sospeso dopo essere stato coinvolto dall’inchiesta sull’utilizzo dei fondi per l’accoglienza, diventato un simbolo nazionale dell’accoglienza e dell’integrazie, ha appoggiato la candidatura della fida Maria Spanò con la lista “Il cielo dopo Riace“. Si è anche candidato personalmente al consiglio comunale. Il risultato? Ultimi con 320, 120 in meno rispetto al vincente Antonio Trifoli e un solo seggio in consiglio comunale. Che però spetta a Spanò: Lucano è fuori anche dal consiglio dopo 15 anni.

Flop anche la candidatura di Gaetano Quagliarello. L’ex ministro delle riforme del governo di Enrico Letta, già tra i saggi di Giorgio Napolitano, voleva fare il consigliere comunale a Bari. Aveva anche presentato la sua lista – Idea – per sostenere il candidato sindaco del centrodestra Pasquale Di Rella. Alla fine la lista ha preso solo 1.358 voti, mentre Quaglierello non è andato oltre i 567 voti personali.

Fallisce l’elezione anche Giuliano Giubilei, ex vicedirettore del Tg3 che si era candidato sindaco di Perugia col centrosinistra. I cittadini gli hanno dato solo il 26% e 23.122 preferendo rieleggere al primo turno l’uscente Andrea Domizi col 60%. Fallisce la corsa alla poltrona di sindaco anche Claudio Cecchetto. Lo storico produttore musicale voleva fare il primo cittadino di Misano Adriatico, in provincia di Rimini. Ha messo in campo una campagna elettorale spettacolare, con show di Syria e Max Pezzale, appelli di Jovanotti. Non è bastato: Cecchetto ha preso solo 2.490 voti, circa 300 in meno di Fabrizio Piccioni del Pd.

Anche dove i sindaci vengono rieletti a primo turno, però, i volti noti fanno flop. Succede, per esempio, a Firenze dove il dem Dario Nardella è stato riconfirmato con il 57% al primo turno. Nella sua lista correva anche Alberto Di Chiara, noto calciatore degli anni ’80 e ’90. Ha giocato con le maglie della Fiorentina, del Parma, della Roma e del Perugia. Ha giocato anche sette partite con la Nazionale. Il risultato alle urne? 57 voti.

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