Ciao Darwin è un programma maschilista: vorrei che nel programma fosse dato lo stesso spazio degli uomini alle donne. Ma se metto troppi uomini, poi non lo conduce lui… (Paolo Bonolis, ndr)”. A dirlo in un’intervista a Tpi è Sonia Bruganelli, la moglie di Paolo Bonolis che con la sua azienda Sdl Tv produce proprio lo show di Canale 5 che in questa edizione ha fatto tanto discutere a causa degli infortuni capitati ad alcuni concorrenti durante la prova del Genodrome. L’ultima puntata di Ciao Darwin ha fatto registrare un record di ascolti con il 24% di share ma già la Bruganelli pensa alla prossima edizione dove vorrebbe portare una grossa novità. 

Stiamo pensando di inserire più uomini. Mica devono esserci solo belle donne – ha detto la moglie di Bonolis -. Lì dentro sono tutti maschi, io sono una delle poche donne e combatto per mettere gli uomini. Ora ogni 7 madri natura c’è un padre natura”. Il riferimento è infatti all’esordio della figura di “padre natura” settimana scorsa: una novità che sembra esser piaciuta tutto sommato al pubblico.

Ma Ciao Darwin quanto impegna Bonolis?, le chiedono: “Paolo lavora meno di me, perché io organizzo tutte le sue trasmissioni. In pratica, lui arriva quando ci sono le prove e poi in occasione della puntata. Non c’è un segreto per raccontare il successo di questa trasmissione. Fa divertire e alla gente piace, perché qui è tutto reale senza finti sentimenti. L’ultima puntata ha fatto il botto con il risultato più alto della programmazione”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

OnDance, Roberto Bolle e il suo festival a Milano: dal 26 maggio al 2 giugno “un’onda festosa che invade la città”

next
Articolo Successivo

Assassinio all’ospizio: donna di 102 anni ammazza la compagna di stanza di 92

next