Gentile ministro Salvini,

lei è davvero ‘ubiquo ai casi’, come il commissario Ingravallo di gaddiana memoria. Altro che Montalbano, Camilleri e amici buonisti.

Lei è dappertutto ed ha la sua da dire sulla qualsiasi.

La invidio: avessi io, povero poeta anarco-punk, la sua capacità di avere sempre tante certezze su così tante cose…

Lei è una sicurezza per questa nazione e la nazione è sicura con lei.

Certo, magari capita che a Napoli c’è gente che, come fosse niente, spara tra la folla e quasi ammazza una bambina, la corruzione dilaga, almeno a star alle iniziative della magistratura (e quella pure faccenda interna è), ci sono figuri neo-fascisti che istigano poveri esseri umani al linciaggio di essere umani più poveri di  loro, negli stadi c’è un coro unanime di insulti razzisti, istigazioni alla violenza e cose così, di mafia, ‘ndrangheta e Corona unita c’è n’è che basta a tenere impegnate tutte le forze dell’ordine di questo paese per i prossimi decenni, l’evasione fiscale è alle stelle e, peraltro, al conto mancano 49 milioni di euro.

Ma i porti sono chiusi, l’invasione barbara è bloccata, la tolleranza è a zero, tutti andremo a scuola con il grembiule (azzurro per i maschietti e nero, penitenziale, per le femminucce), il Tap si farà, l’Europa ci rispetterà, con Orban e Le Pen faremo un muro immenso che dividerà la civiltà cristiana dalla violenza musulmana e se Dio ci assiste, prima o poi ci si libererà, magari con un decreto legge risorgimentale a sua firma, pure di quel comunista travestito di Papa Francesco.

Quindi ok, va bene tutto.

Ma era proprio necessario ritornare a tonitruare contro le droghe leggere? Proprio lei che dice di essere aperto e laico…

Dai… Dice cose che non si possono proprio sentire. Che vuol inasprire le pene, che tutte le droghe sono uguali, che ci sarà (pensi un po’) tolleranza zero, che chiuderà tutti gli shop di cannabis legale, che userà le maniere forti, dice che c’è un’emergenza Cannabis. Un’emergenza! Proprio qua, in Italia… Proprio mentre tantissimi stati del civilissimo Occidente legalizzano, normano, permettono, preso atto della bassissima nocività della povera canapa, una pianta che fa parte della nostra civiltà e dell’economia italiana da millenni.

Lei dice che non intende fare distinzioni tra le droghe, bene. Come lei sa un’emergenza è una roba seria, ma a me non risulta affatto che qualcuno sia morto, mai, né in questa nazione, né altrove, per cause direttamente connesse al consumo di cannabis. Mai.

Io seguo con curiosità e interesse i suoi tour di selfie e ne ho visti moltissimi in cui lei si fotografa brandendo un buon calice di vino.

Tutto legale, ovviamente, tutto normale. Il vino, come la cannabis, fa parte della nostra cultura.

Vede, gentile ministro, lei non ci crederà, magari nessuno la ha informata, ma la vera emergenza italiana (e non solo italiana) è proprio quella dell’alcol: secondo recenti statistiche i morti, soltanto in Italia, per patologie alcol-correlate, incidenti stradali, incidenti sul lavoro e domestici, omicidi e suicidi provocati dall’eccessivo uso di alcol sono stati, soltanto negli ultimi 10 anni, 435.000.

Ha letto bene, quattrocentotrentacinquemila. L’Italia supera nettamente la media mondiale di un consumatore di alcol su tre: il 60% degli italiani, infatti, consuma una o più dosi di alcol al giorno. Nel nostro Paese si contano 8,6 milioni di consumatori a rischio, 2,5 milioni dei quali anziani e 1,5 milioni adolescenti.

A me pare un’emergenza. Lei che ne dice? E l’età media dei consumatori si sta abbassando.

Visto che per lei tutte le droghe sono uguali e dice di voler badare alla nostra salute (in fondo un ministro dell’Interno è qualcosa di simile a un internista, no?) cosa intende fare?

Cosa farebbe se i 435.000 morti fossero attribuibili alla canapa, visto che con un totale pari a zero vuol usare le maniere forti? Carrarmati per le strade? Rastrellamenti di massa? Oltre i cani, davanti alle scuole mandiamo le autoblindo? Elicotteri che pattugliano il territorio? Cosa?

No, perché mi aspetto che faccia lo stesso per le vigne: in fondo se sradica tutte quelle di prosecco dalle mie parti, che vengono irrorate con tonnellate di veleni vari e letali, magari migliora anche la qualità dell’aria che respiro e dell’acqua che bevo.

E con i suoi selfie, cosa vuole fare? Li cancelliamo tutti, che ne dice? Ché sono diseducativi. C’è un’emergenza!

D’ora in avanti si faccia fotografare solo mentre beve acqua. Eviti anche thè e caffè, fan male anche quelli e anche quelli più dei principi attivi della cannabis, sia di quelli che servono per scopi ricreativi, che di quelli che si utilizzano a scopo terapeutico.

Ci conto. Sa com’è, ne educa più l’esempio che il bastone.

E non dimentichi la felpa con su scritto: Prima gli astemi!

Io ce l’ho, e ne sono fiero, anche se non mi viene neanche in mente di tentare di scatenare un pogrom contro le osterie.