La prima “Canapisa” della giunta leghista di Michele Conti sarà ridimensionata. E non è escluso che l’annuale manifestazione per la liberalizzazione della cannabis possa addirittura saltare. Almeno stando a sentire le ultime dichiarazioni di Matteo Salvini, che ha dichiarato guerra ai negozi di cannabis e alle “feste in giro per l’Italia”. “L’ultimo scempio è avvenuto nella mia Milano, so che ci sono iniziative in programma a Pisa e a Torino. Chiederò che siano vietate tutte”, ha detto il ministri dell’Interno. Nella città della Torre il comune e la prefettura avevano già vietato che la manifestazione passasse dal centro, ponendo gli organizzatori davanti a un aut aut: il corteo del prossimo 18 maggio passerà per la periferia cittadina o non si farà. Per adesso i promotori si sono presi un po’ di tempo per decidere ma dal Comune considerano già off limits l’area del centro cittadino: “Quest’anno i ‘cannaioli’ che garbano tanto alla sinistra pisana non metteranno piede nel centro città andranno a manifestare per lo squallore e il regresso culturale vicino al campo nomadi di Oratoio. Unico luogo compatibile finché ci sarà con una manifestazione di quel tipo”,  dice il deputato leghista e sindaco ‘ombra’ Edoardo Ziello. 

La giunta leghista contro il corteo – Quella di quest’anno sarà la diciannovesima edizione della “Canapisa” e sotto la torre pendente sono attesi circa 5mila manifestanti che sfileranno per le strade della città per chiedere la liberalizzazione delle droghe leggere. Ma, rispetto alle scorse edizioni, gli organizzatori dell’Osservatorio Antiproibizionista hanno trovato di fronte a sé un nuovo ostacolo: la giunta leghista di Michele Conti che un anno fa aveva ottenuto una storica vittoria elettorale dopo settant’anni di governi rossi. Nei giorni scorsi il sindaco del Carroccio aveva già espresso il suo “no” convinto ad una “esibizione che porta un vero e proprio scempio lungo le nostre strade, con uso di droga, molti reati commessi, persone che finiscono al pronto soccorso, deiezioni e rifiuti di ogni genere da togliere il giorno dopo con le tasse che pagano i pisani”. E in suo soccorso, nel fine settimana è arrivato anche lo stesso Salvini, in tour in Toscana in vista delle elezioni amministrative del 26 maggio a Firenze, Prato, Livorno e San Giuliano Terme: “Io sono assolutamente contrario alla festa della canna in programma a Pisa e anzi i pusher li voglio tutti in galera – aveva detto già domenica scorsa il leader del Carroccio – stiamo lavorando in vista di questa manifestazione e faremo tutto ciò che è legalmente possibile per evitare ai pisani lo scempio degli anni passati”. La maggioranza di centrodestra in consiglio comunale ha votato due mozioni contrarie alla manifestazione ma l’iniziativa più forte è stata presa sempre dal sindaco Conti: lo stesso giorno della “Canapisa”, ha convocato una contro manifestazione in Piazza Vittorio Emanuele, cioè pieno centro.

La prefettura: “sfilate in periferia” – Martedì intanto in Prefettura si è riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e alla fine della riunione è stata respinta la richiesta degli organizzatori di partire da Piazza Sant’Antonio, passare per il centro e i lungarni e arrivare nell’area della Cittadella. Il Questore Paolo Rossi ha invece imposto agli organizzatori di sfilare in periferia: la proposta è quella di partire dalla stazione centrale, virare verso sud, passare per il quartiere di Sant’Ermete e arrivare nell’area ex Expo sull’Arnaccio in zona Ospedaletto (dove si trova un campo rom che la giunta vuole chiudere). In alternativa, la manifestazione non sarà autorizzata. I promotori quindi dovranno decidere nelle prossime ore se accogliere la proposta del Prefetto, far saltare il corteo o sfidare le istituzioni e sfilare lo stesso ma senza le autorizzazioni. “Ogni anno c’è un tentativo di limitare la manifestazione – si sono lamentati gli organizzatori – non è un bello spettacolo per la democrazia”.

Twitter: @salvini_giacomo

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