Se qualcuno è in difficoltà, lo aiuto. Ma non voglio essere considerato l’eccezione”. Lo dice Riccardo, che a 22 anni ha già letteralmente salvato la vita di tre persone. L’ultimo gesto eroico Riccardo Zaccaro l’ha compiuto domenica scorsa in via Alfredo Fusco, a Roma, quando ha messo in salvo due anziani intrappolati dal fumo e dalle fiamme nell’appartamento sotto al suo.

Oggi l’uomo è vivo, è ricoverato al policlinico Agostino Gemelli ma resta in condizioni critiche. Quella mattina succede tutto molto velocemente. Riccardo è in casa da solo e d’un tratto, sente un odore strano, di quelli che subito “ti allertano e capisci immediatamente che qualcosa non va” racconta al telefono. Controlla che in casa sia tutto a posto così si precipita verso la porta d’ingresso. Lungo le scale, il caos.

“Davanti a me c’era uno spettacolo terrificante, una coltre immensa di fumo grigio e denso che oscurava persino i gradini. Poi fiamme, urla”. Al piano di sotto la signora Mimma è terrorizzata e chiede aiuto. L’incendio è già divampato in molte stanze del suo appartamento e le fiamme crescono. Riccardo si ferma e riesce a tirarla sul pianerottolo ma il compagno di Mimma, Silvano, è ancora dentro, per terra nell’altra stanza.

Riccardo ci pensa, “o forse no”, ma comunque entra e corre verso l’uomo. “Era ustionato e aveva bruciature ovunque e rispondeva a fatica agli stimoli”. Nel disastro, Riccardo fa caso ad un dettaglio. “Le fiamme si stavano avvicinando velocemente ma all’improvviso ho sentito una specie di fischio, un sibilo”. È la bombola che l’anziano dell’ossigeno dell’uomo. “Avevo paura di un’esplosione imminente, così ho urlato alla signora di scappare, ho preso l’uomo in braccio e l’ho trascinato all’uscio della porta”. Un’incredibile prontezza di riflessi e tempismo. “Mentre eravamo all’ingresso, la bombola è esplosa facendo saltare via tutti gli infissi e il metallo della porta”.

Sul pianerottolo ci sono i pompieri e Riccardo, con uno di loro, presta i primi soccorsi all’anziano: “Avevo seguito dei corsi, sapevo le cose basilari da mettere in pratica”. Riccardo Zaccaro quella domenica ha fatto ciò che l’istinto gli ha suggerito e ha salvato la signora Mamma e il suo compagno Silvano. “Ma non sono un eroe. Il mio gesto è solo un tassello di tutta quella situazione in cui tante altre persone hanno fatto un grande lavoro. I soccorsi sono stati tempestivi e diversi condomini hanno dato una mano”. Negli ultimi giorni Riccardo è finito al centro dell’attenzione. Gli amici gli scrivono messaggi privati, sui suoi profili social tantissimi sono gli applausi, i complimenti e le domande. La prima e la più ovvia è: come hai fatto? “Non lo so. Molti in tutta onestà mi dicono che probabilmente sarebbero scappati presi dalla paura. Io invece sono corso dentro, non so dire perché. In quel momento mi sono fatto prendere dall’istinto, come sempre”. Come poco più di un anno fa, quando Riccardo ha salvato un’altra persona, un ragazzo che stava per gettarsi dal ponte di un’autostrada. In quell’occasione è stato tra i primi ad arrampicarsi e a cercare di fermarlo, riuscendoci. “Sono felice che queste situazioni siano andate bene. Ora prego che il mio vicino si riprenda. Mi piacerebbe però che gesti come questo non venissero visti come eccezioni. Io ho fatto ciò che credo debba essere naturale per tutti”.

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