L’arma segreta che il Partito democratico ha scelto per risollevarsi nei sondaggi in vista delle Europee? Pierre Moscovici. Il simbolo di “Roma non ha fatto abbastanza”, il commissario alle Finanze Ue che più volte ha richiamato il governo perché “rispetti i trattati e le regole” e il volto che mai come altri rappresenta il tecnocrate agli occhi degli italiani è stato invitato ufficialmente dai democratici per aprire la campagna elettorale per Bruxelles dell’eurodeputato uscente Roberto Gualtieri. La scelta ha scatenato gli attacchi delle opposizioni, ma ha gelato il sangue anche a molti dentro il Pd. Tanto da spingere l’ex premier Paolo Gentiloni, anche lui presente all’evento, a esporsi in difesa del socialista francese: “Moscovici non è il carnefice dell’Italia, ma in questi anni è stato un prezioso interlocutore che ha consento quei margini di flessibilità che hanno permesso di fare i bilanci”, ha detto. “Le alzate di sopracciglio di alcuni di noi indicano un problema nella posizione del Pd e della lista unitaria: noi dobbiamo difendere l’Europa per poterla cambiare. Se ci accodiamo al lungo treno che dice che l’Europa va cambiata dimenticandoci di dire che va difesa perdiamo una occasione straordinaria”.

Solo qualche mese fa Moscovici è stato protagonista delle tensioni con il governo Lega-M5s, che ha definito “euroscettico e xenofobo”. E proprio lui ha più volte parlato del “rischio fascismo”, evocando le responsabilità del popolo italiano nella scelta dei proprio dirigenti e mettendo in guardia quelli che lui ha definito “piccoli Mussolini”. Proprio partendo da queste sue parole, una parte dei democratici deve aver visto in lui un buon asse per la campagna elettorale. Peccato che molti altri abbiano invece fatto notare la difficoltà di far digerire il simbolo dell’anti flessibilità per l’Italia. Per pacificare il Pd  e nel bel mezzo delle polemiche, è arrivata la benedizione del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano:”Un augurio caloroso”, ha scritto in una nota, “per l’apertura della sua campagna elettorale a Roberto Gualtieri che sta da tempo assolvendo una fondamentale funzione di governo nel Parlamento di Strasburgo, contribuendo a far avanzare la causa dell’integrazione e dell’unità dell’Europa e a contrastare l’ondata regressiva e populista che la minaccia, come avviene da parte delle forze oggi al governo in Italia”. E ha concluso: “Trovo altamente significativo che nel suo ampio e qualificato impegno si ritrovino uomini d’Europa tra i migliori, come Pierre Moscovici e Paolo Gentiloni, con i quali ho sviluppato negli anni uno stretto sodalizio personale. Ad essi tutti l’auspicio di un successo comune”.

Moscovici dal canto suo è tornato a ribadire la sua posizione. Ovvero che l’Italia deve rispettare le regole e che di certo, nella sua previsione, non ci sarà flessibilità nel futuro Ue: “L’Italia è una grande economia nella zona euro”, ha detto parlando in diretta Skype, “che ha successo se ha successo l’Italia”, per questo “è necessario un riallineamento” dei conti dell’Italia. Quindi ha parlato delle riforme: “La crescita zero significa che occorre una buona linea politica che richiede riforme ambiziose. Per questo serve un partito riformista credibile”. E ha condannato quanto fatto dal governo finora: “All’Italia servono misure, che non sono quelle di oggi, che non hanno influenzato la crescita”. Insomma, ha ripetuto: “Le regole vanno applicate in modo serio, ma naturalmente serve anche flessibilità, e Gualtieri è riuscito ad ottenerla per l’Italia. Tuttavia va bene la flessibilità, ma non si possono finanziare col deficit i servizi pubblici”. Il futuro per l’Italia, secondo Moscovici, sarà sempre peggio: “Evitiamo scenari troppo creativi”, ha detto poi intervistato da La7. “Quello che so è che la prossima commissione avrà il suo stile, ma applicherà le stesse regole, il patto di stabilità e crescita. Non illudiamoci che la prossima commissione sia più indulgente di questa. Questa commissione ha messo al centro della sua attività la flessibilità, io sono un adepto della flessibilità. Il mio predecessore e il mio successore sono stati e saranno meno flessibili di quello che sono stato io, non bisogna aspettarsi cambiamenti”.

Gualtieri però ha scelto Moscovici perché lui, in Europa, vuole farsi promotore di quel fronte che sogna ancora l’asse con Macron: “La tassa Salvini-Di Maio ci costa in tre anni 11 miliardi di interessi aggiuntivi sul debito, che ci portiamo dietro dalla firma del contratto di governo, 150 punti base in più sullo spread che costano 4 miliardi all’anno per l’assenza di credibilità del governo”, ha detto nel corso del suo comizio l’eurodeputato. “Come si risponde a questo fallimento politico? Serve una maggioranza progressista che vada, come ha detto Zingaretti, da Macron a Tsipras per respingere l’offensiva della destra populista e costruire una alternativa per cambiare la politica europea”.

Contro il Pd si è schierato il Movimento 5 stelle. “La partecipazione di Moscovici all’apertura della campagna elettorale del Pd toglie ogni dubbio sul perché questo governo è tanto inviso in Europa”, ha dichiarato il deputato M5s Conny Giordano. “Mentre sull’operato di Renzi e Gentiloni la commissione europea ha chiuso gli occhi, la manovra del cambiamento è stata osteggiata fino all’ultimo. Ma queste dinamiche sono semplicemente squallide: la commissione, composta da tecnici, dovrebbe lavorare per gli interessi dell’Unione e dei suoi cittadini, non per quelli di una parte politica. Anche rispetto alla Francia e alla Germania, da un lato, e all’Italia, dall’altro, la commissione ha dimostrato di avere due pesi e due misure: ricordiamo infatti che mai un dito è stato mosso contro i due Paesi che hanno violato rispettivamente 9 e 18 volte le regole europee. E’ ora di chiudere definitivamente questo capitolo europeo vergognoso fatto di doppiopesismo: le prossime elezioni sono l’occasione giusta per mandare a casa figure come Moscovici”.

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